Parco Querini è uno dei principali polmoni verdi di Vicenza: si trova in centro storico, ha vaste distese a prato circondate da un esteso boschetto e occupa circa dodici ettari, nel settore nord-orientale della città.
Cosa vedere
Il parco è circondato per due lati dal fiume Bacchiglione e dal suo affluente Astichello, e per il terzo dalle mura veneziane lungo viale Rodolfi. Dal retro di palazzo Querini parte un maestoso viale alberato, fiancheggiato da statue di soggetto classico, che percorre il parco fino a uno stagno che circonda un isolotto, non accessibile al pubblico nonostante il ponte pedonale, sormontato da un tempietto. Il tempietto monoptero, costruito in stile classico da Antonio Piovene nel 1820, ha colonne ioniche che reggono la cupola; alla sua base i lavori di risistemazione hanno messo in luce un'antica ghiacciaia, non accessibile, usata per conservare il ghiaccio che si formava d'inverno nello stagno e rinfrescare cibi e bevande nella bella stagione. Dietro lo stagno, sul lato opposto a palazzo Querini, ci sono le rovine delle serre e delle voliere e l'abside della chiesa di Santa Maria in Araceli. Nel parco vivono conigli, anatre, galline e piccioni, e lungo parte del perimetro c'è un percorso vita.
Il parco prende il nome dal palazzo Querini, in contrà San Marco, residenza nobiliare prima della famiglia Capra e poi dei Querini. Nella pianta del 1580 l'area è disegnata con piantagioni di gelsi, usati per allevare i bachi da seta, e con un fabbricato detto delle chiodare, dove si producevano i chiodi per stendere i panni follati nelle acque dell'Astichello. Il terreno rimase agricolo fino agli inizi dell'Ottocento; nel 1811 Antonio Capra acquistò dal comune l'ex monastero delle clarisse di Araceli e poi altri campi contigui, e in una carta del 1821 compare un lungo viale che porta a una collinetta circolare con un tempietto rotondo, circondata d'acqua. Nel 1969 furono espropriati circa nove ettari e mezzo, aperti al pubblico due anni dopo, nel 1971, come parco cittadino, quando la zona era in stato di quasi totale abbandono, con piante sofferenti, vasi divelti, statue abbattute e il tempietto con la cupola in parte squarciata. Nel gennaio 2010 fu inaugurato il «Parco delle scienze», sette attrazioni ludico-didattiche per ragazzi dai sei ai quattordici anni, e nel novembre del 2010 l'alluvione che colpì Vicenza trasformò per giorni il parco in un enorme stagno, danneggiando recinzioni, muro di cinta, alberature e vialetti.
La visita
Si accede da quattro ingressi: Rodolfi, in viale Rodolfi, vicino all'ospedale San Bortolo; una passerella pedonale che lo collega all'ospedale; Araceli e il piccolo ingresso «Porta Papa», in viale Rumor, dove una targa ricorda la messa celebrata da Giovanni Paolo II nel 1991; l'originario ingresso da palazzo Querini è chiuso. Orari di apertura vanno verificati presso il comune, perché le fonti consultate non li indicano.
Il consiglio della redazione
Percorrete il viale fino allo stagno e guardate il tempietto ionico sull'isolotto: alla sua base c'è la vecchia ghiacciaia in cui si conservava il ghiaccio dell'inverno per rinfrescare l'estate.


