Torri di Quartesolo

Provincia: Vicenza · Regione: Veneto · Abitanti: 11.755 · CAP: 36040

Il paese si chiama come delle torri che non ci sono più, e a farle sparire fu chi le possedeva. I vicentini le avevano alzate nel dodicesimo secolo a difesa della città, nel punto dove il Tesina taglia la strada per Padova e, come scriveva Filippo Pigafetta, «perde la nominanza nel Bacchiglione»; la seconda parte del nome è più antica, e viene dal latino quartum milium solum, il luogo che distava quattro miglia romane da Vicenza. Nell'aprile del 1313 i padovani presero una delle torri e vi uccisero tutte le guardie di Cangrande, come racconta Albertino Mussato; gli Scaligeri la ricostruirono nel 1315, ma nel 1387 Antonio della Scala, ormai sull'orlo della disfatta e certo di non poterle tenere, le fece demolire lui stesso. Da quel momento nessuno ne parla più.

Anche il ponte sul Tesina ha una storia storta. Ricostruito nel Cinquecento su progetto di Andrea Palladio, il 24 aprile 1945 fu il bersaglio di un bombardamento alleato che voleva ritardare la ritirata tedesca: il ponte rimase indenne, mentre la chiesa parrocchiale di Torri venne distrutta e dovette essere rialzata nel dopoguerra. Nel 1797, all'arrivo delle truppe napoleoniche, il paese era stato saccheggiato e i tre abitati di Torri, Lerino e Marola — fino ad allora autonomi — erano stati riuniti in un comune solo. Oggi Torri è soprattutto un polo commerciale: il centro «Le Piramidi», con i suoi centocinquanta negozi in un blocco solo, tira gente da tutto il Veneto.

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