Quinto Vicentino

Provincia: Vicenza · Regione: Veneto · Abitanti: 5.694 · CAP: 36050

Il nome è un numero: il paese sta alla quinta pietra miliare romana da Vicenza, lungo la via Postumia che collegava Genova ad Aquileia. Un miglio romano corrispondeva a circa millequattrocentottanta metri, e Quinto si trovava dunque a sette chilometri e mezzo dalla città. Il municipio, oggi, è ospitato in villa Thiene, che Andrea Palladio costruì negli anni quaranta del Cinquecento, probabilmente partendo da un progetto di Giulio Romano; l'edificio fu poi rimaneggiato a fondo da Francesco Muttoni, prima del 1740, ed è a lui che si deve l'aspetto attuale.

Gli storici Barbarano e Pagliarino parlano di un «fortissimo castello» che i nobili da Lanzè, insediati qui dal dodicesimo secolo, possedevano in questa località: documenti non se ne sono trovati, ma è verosimile che l'avessero costruito loro e che sia stato distrutto durante le lotte fra vicentini e padovani. Verso la metà del Trecento, sotto la signoria scaligera, Quinto fu sottoposto al vicariato civile di Camisano, e tale rimase anche sotto Venezia fino alla fine del Settecento; nel 1404 entrò con Vicenza nei domini di Terraferma della Serenissima e vi restò fino al passaggio all'Austria, nel 1797. La parrocchiale di San Giorgio era già chiesa parrocchiale quando furono compilate le Rationes decimarum, alla fine del Duecento. E qui, il 4 novembre 1924, è nato Urbano Lazzaro, il partigiano che si faceva chiamare Bill: vicecommissario politico del distaccamento Puecher della cinquantaduesima brigata Garibaldi, la mattina del 27 aprile 1945 era al posto di blocco appena fuori Musso quando venne fermata una colonna tedesca, e fu lui a riconoscere e arrestare Benito Mussolini.

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Cosa c'è intorno

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