Cattedrale della Madonna del Ponte
La cattedrale di Lanciano costruita sopra le arcate di un ponte, con la statua in terracotta della Madonna del Ponte.
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La cattedrale di Lanciano costruita sopra le arcate di un ponte, con la statua in terracotta della Madonna del Ponte.
La chiesa del quartiere Sacca di Lanciano, con il campanile tardo gotico e gli affreschi trecenteschi della Vera Croce.
La chiesa di San Biagio sta in larghetto Ricci, nel quartiere Lanciano Vecchio, ed è la più antica rimasta nella città murata, citata già nell'XI secolo. Sorge sopra una chiesetta altomedievale dedicata a san Giorgio, di cui restano la cripta e l'ambiente che oggi fa da sacrestia. Nel 1096 i conti normanni Drogone e Roberto di Loritello, due fratelli che governavano insieme l'Abruzzo adriatico, la donarono al vescovo di Chieti Rainolfo, e questo fa pensare che l'avessero costruita i Normanni. Nel 1866 fu soppressa e ridotta a magazzino della caserma dei carabinieri; restò così fino agli anni Cinquanta del Novecento, quando fu restaurata.
L'interno, a navata unica, è stato trasformato più volte, ma l'esterno ha mantenuto la forma a capanna con i contrafforti sui fianchi. La torre campanaria, imponente, fu costruita nel 1345 per volontà di ser Scipio, arciprete di Archi, come dice una lapide sulla torre stessa: è di mattoni, con fasce marcapiano a dentelli e due bifore gotiche su ogni lato.
Dentro ci sono la statua di san Biagio vescovo, seduto in trono con il pastorale, il gruppo gotico dell'Annunciazione, un fonte battesimale di pietra a forma di conchiglia e la Madonna dei Raccomandati, del Settecento, opera di Giacomo Colombo: stava nella chiesa di San Giovanni, distrutta dai bombardamenti del 1943. Nel 2004 sono state riscoperte due nicchie ad arco acuto con stucchi medievali, un'Annunciazione e una Crocifissione. La cripta, sotto l'altare maggiore, è a pianta quadrata, con colonnine cilindriche e volte a botte.
La chiesa non ha ripreso le funzioni di un tempo, e la messa vi si celebra solo di tanto in tanto: aperture da verificare sul posto. È la sede della confraternita di Santa Maria dei Raccomandati, che festeggia la Madonna il 2 febbraio, giorno della Candelora, e san Biagio il 3, con l'unzione delle gole e la vendita dei taralli benedetti.
La tradizione degli storici locali voleva qui un tempio di Minerva, e la cripta sarebbe stata ricavata sul podio di un sacello romano. Uno scavo nell'area ha restituito in effetti un mezzo busto di terracotta della dea, che oggi si vede nel polo museale archeologico di Santo Spirito, a Lanciano.
La chiesa di Sant'Onofrio è la chiesa della frazione di Lanciano che porta lo stesso nome. Quella di oggi fu costruita nel 1962, al posto di una chiesa più antica dedicata allo stesso santo, che sta in cima a un colle alle sue spalle: era del 1467, e i bombardamenti della seconda guerra mondiale la danneggiarono al punto da farla chiudere al culto.
Alla chiesa nuova si sale per due rampe di scale contrapposte, che portano al portale, chiuso da un timpano e messo in una nicchia alta quanto tutta la facciata. In alto c'è un rilievo con sant'Onofrio, sopra un architrave di marmo con inciso il nome del santo. I muri esterni sono di pietre di pezzatura molto varia, con le giunture di cemento; il tetto a capanna, sporgente, è retto da travi di cemento.
La torre campanaria è un po' staccata dalla chiesa: cinque livelli, una cuspide a piramide e un concerto di tre campane. L'interno è a navata unica, con un'abside semicircolare scandita da quattro finestre e un coro di legno moderno presso l'altare. Sul fianco destro c'è una cappella con il quadro di Maria Immacolata, a sinistra la statua processionale di sant'Onofrio in veste di eremita.
Orari di apertura e delle messe vanno verificati con la parrocchia.
Guardate verso il colle alle spalle, dove sta la chiesetta vecchia: è in abbandono, ma restano i muri perimetrali e la facciata a capanna, semplice, con un solo ingresso e un oculo al centro. Accanto, di recente, è stata alzata una grande croce che di notte si illumina.
Il Museo diocesano di Lanciano è uno dei musei di arte sacra più importanti d'Abruzzo. Fu aperto al pubblico nel 2002 da monsignor Carlo Ghidelli, dopo una lunga ricerca di opere antiche condotta da monsignor Enzio d'Antonio nella sede arcivescovile e nelle chiese della città, alcune sconsacrate da secoli. Sta al secondo piano del palazzo arcivescovile, già seminario, dove hanno sede anche gli uffici della curia, la biblioteca e l'archivio storico diocesano: il cantiere del palazzo cominciò con ogni probabilità nel 1590, quando fu lasciata la vecchia residenza vescovile presso la cattedrale.
Nove sale, ordinate per temi, su circa mille metri quadrati: dipinti, sculture, oreficerie, paramenti, ex voto, arredi di legno, ricami e manoscritti, dal Duecento al Novecento, venuti in gran parte dalla cattedrale. Le prime due sale sono dedicate alla Madonna del Ponte, protettrice della città: ex voto, quadri e gioielli donati tra il Seicento e il Novecento, portati qui per sicurezza, e statue di legno del Tre e del Quattrocento. Il gioiello più antico è un pendaglio del 1601, di argento dorato, con un grande cristallo di rocca e quattro rubini.
Tra le oreficerie ci sono la croce astile quattrocentesca di Nicola da Guardiagrele e bottega, un pastorale di scuola sulmonese e una brocca per pontificale segnata 1603, probabilmente napoletana. Tra i dipinti un Cristo portacroce dei primi del Cinquecento, di un pittore giorgionesco, la Madonna con il Bambino firmata da Iacovo de Lanziano e il bozzetto di Giacinto Diano, del 1788, per la decorazione perduta della cupola della cattedrale. Tra i tessuti spicca un grande parato di metà Settecento, dipinto a tempera e ricamato.
Orari e biglietti vanno verificati con il museo o con la curia; nel 2018 sono cominciati lavori di restauro alla facciata e ad alcuni locali.
Prima di salire guardate il portale d'ingresso del palazzo, quattrocentesco, ad arco ogivale. Non è nato qui: era la porta dell'antica chiesa dell'Annunziata, demolita per fare la facciata neoclassica della cattedrale, e fu rimontata su questo prospetto nel 1819.
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