Le terme di Vasto sono il complesso termale dell'antica Histonium, la Vasto romana. Si trovano lungo via Adriatica, nella parte del centro colpita dalla frana del 1956: qui i saggi di scavo della Soprintendenza, nei primi anni Settanta, portarono alla luce un impianto in laterizio databile al II secolo. Per scavare meglio si decise di demolire l'ex convento francescano della chiesa di Sant'Antonio di Padova. Il complesso conta tredici ambienti, distribuiti su tre livelli lungo il pendio naturale, e una parte è ancora sepolta sotto la strada e sotto la chiesa.
Cosa vedere
Il mosaico del Nettuno, scoperto nel 1997, è il più esteso: 170 metri quadrati, anche se una parte resta nascosta sotto la sagrestia di Sant'Antonio. Intrecci di elementi vegetali stilizzati disegnano tredici campi a forma di quadrifoglio; al centro c'è Nettuno, con il tridente e un delfino, e intorno tre Nereidi, due in groppa a cavalli e una a un drago, tritoni e un amorino. La vasca era molto probabilmente un frigidarium, perché il vano era troppo grande per essere riscaldato e non è stato trovato il forno.
Il mosaico marino, più piccolo, venne alla luce nel 1974: fu portato per una ventina d'anni nel Museo archeologico di palazzo d'Avalos e poi rimesso al suo posto dopo il restauro. Mostra cavalli marini, pesci, delfini, polpi e una tigre marina con la coda di pesce. Tutti e due i mosaici sono in bianco e nero, una tecnica frequente nei pavimenti africani: per questo sono attribuiti a maestranze nordafricane, chiamate a Histonium dalla famiglia locale degli Hosidii Getae.
La visita
Le terme sarebbero aperte al pubblico nei fine settimana d'estate; per le altre stagioni, e per orari e modalità, conviene verificare con il Comune di Vasto.
Il consiglio della redazione
Guardate anche i pavimenti senza figure. In uno degli ambienti in basso, vicino al corridoio, il pavimento è fatto di marmi di recupero di spessori diversi, presi da edifici più antichi: tra questi c'è la lastra con la dedica di Iulia Cornelia. È il segno del restauro seguito al terremoto del 346 d.C.

