Penna Sant'Andrea

Provincia: Teramo · Regione: Abruzzo · Abitanti: 1.728 · CAP: 64039

Nel 1974, in località Monte Giove, gli scavi hanno tirato fuori una necropoli italica usata dal settimo al secondo secolo avanti Cristo, e tutte le sepolture indagate sono di donne: da qui l'idea di una comunità devota a Giove, che sul monte aveva un santuario. Fra i corredi ci sono testine di vetro di fattura fenicio-punica, attestazioni uniche in questa parte d'Italia sul versante adriatico. E ci sono tre stele di pietra locale, strette e allungate, con gli occhi e la bocca incisi e un incavo in cima per qualcosa di separato, forse un copricapo, come nel guerriero di Capestrano: stanno al museo archeologico di Chieti e contano parecchio per il mondo piceno del quinto secolo.

Il castrum si chiamava Pinna, dal colle su cui sta, e lo fecero i longobardi; la chiesa di Sant'Andrea ha dato il resto del nome. Nel 1814 il paese entrò nell'insurrezione antifrancese: il colpo fallì, qualcuno dei cospiratori scappò nello Stato della Chiesa, altri furono presi e giustiziati — il medico Filippo La Noce e Bernardo De Micaeliis — e una lapide alla Porta Nuova di Penne se ne ricorda. Fra il 1940 e il 1943 furono internati qui ventidue profughi ebrei stranieri, uno dei gruppi più numerosi della provincia di Teramo, e dopo l'8 settembre 1943 non ne fu catturato nessuno. Oggi il paese è la culla del ballo del Laccio d'amore e ospita un incontro internazionale del folklore; a settembre c'è la festa della pagnotta, con danze che rifanno vecchi riti propiziatori.

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