Nel 1508 i grottolesi cominciarono a celebrare in una chiesa nuova, tirata su sui resti di due cappelle demolite e intitolata ai santi Luca e Giuliano: doveva sostituire Santa Maria Maggiore come chiesa madre del paese. Il cantiere andò avanti per generazioni — sull'architrave del portale maggiore è scolpita la data 1595 — e ne uscì l'edificio più grande di Grottole, 20 metri di larghezza per 39 di altezza. Poi arrivarono i terremoti, e oggi quella chiesa la chiamano semplicemente Diruta.
Cosa vedere
L'impianto è a croce latina con aula unica: la navata centrale è scandita da tre grandi nicchioni per lato, con archi a tutto sesto, e sfocia nel transetto attraverso un ampio arco trionfale. Sopra l'incrocio stava una cupola ellittica, che si riconosce da quasi tutto il paese. Dentro c'erano nove altari, sei confessionali, un organo a nove registri e il fonte battesimale; le reliquie che vi si custodivano — un dito di san Luca evangelista e frammenti della Santa Croce — sono oggi conservate in parrocchia.
Il portale maggiore, firmato da Giulio Carrara della Padula, porta lo stemma del comune e le statue dell'Eterno Padre e dei quattro evangelisti. Sul campanile, che affianca la fiancata, si legge ancora il bassorilievo della stella a 16 raggi, l'insegna dei Del Balzo. Una finestra con strombatura quattrocentesca ricorda che il cantiere si appoggiò a strutture più antiche.
La visita
La Diruta non è una chiesa in funzione e non ha più copertura: la volta della navata crollò a metà Settecento, dopo che il terremoto del 1694 aveva aperto una lesione longitudinale nelle murature, e il corpo di rinforzo aggiunto nel 1767 non bastò a rimetterla in piedi. Il sisma del 1980 ha peggiorato le cose. La si legge dall'esterno, girandole attorno nel rione Cristoforo Colombo: le murature perimetrali, l'abside poligonale e i vuoti delle nicchie sono ancora tutti lì, con il cielo al posto delle volte.
Il consiglio della redazione
Fermatevi davanti al portale e cercate la data 1595 sull'architrave: da lì, alzando lo sguardo lungo la facciata, si capisce quanto fosse alto l'edificio finito. Poi scendete di qualche vicolo verso il fondo del paese e voltatevi — il profilo della cupola ellittica sopra i tetti dice meglio di tutto quello che Grottole ha perso.
