⛪ Chiese e santuari

chiesa di San Rocco e San Anastasio

📍 Barile, Basilicata · 41/100

Sulla volta maggiore c'è un quadro che dice chi la fece e quando: la confraternita dei morti, attorno al 1640, sotto la vigilanza di Raffaele Daniele. È una firma insolita, e serve, perché da fuori la chiesa non sembra affatto seicentesca. I restauri accumulati nei secoli le hanno dato una facciata di gusto settecentesco già inclinata al neoclassicismo, e gli altari che si trovano dentro risalgono in gran parte all'Ottocento.

Cosa vedere

La facciata è a capanna e divisa in due da un cornicione: sotto il portale in pietra locale, coronato da un timpano centinato; sopra una fascia più stretta con una finestra a mezzaluna; ai lati paraste bugnate, in alto un timpano. Dentro, una navata unica con tre cappelle per lato e un'abside semicircolare. L'altare maggiore, tra presbiterio e abside, è della seconda metà del Settecento ed è barocco napoletano fin nei dettagli: paliotto con volute e tarsie di marmo, mensa su cantonali a voluta, tabernacolo con la colomba ad ali spiegate, putti alati sul capialtare. Nella volta a botte cassettonata sono inserite tre tele della prima metà del Seicento: l'Incoronazione della Vergine, una Madonna con Bambino tra santi e anime del Purgatorio, e una Madonna con Bambino con i santi Anna e Gioacchino. In controfacciata, la cantoria con l'organo ottocentesco.

Uscendo, subito a sinistra, un piazzale con una croce viaria che porta lo stesso anno della vicina fontana dello Steccato, il 1713: facevano parte dello stesso piano di abbellimento voluto dagli amministratori del paese. La base è un parallelepipedo su una pedana a gradini e sulle quattro facce compaiono una clessidra con iscrizione, un teschio coronato, un teschio con copricapo vescovile e un teschio cinto da un serto vegetale. Sopra, una colonna baccellata in basso e scanalata in alto regge un capitello composito e la croce, con il Crocifisso secondo l'iconografia bizantina del Cristo morto, il capo reclinato sulla spalla sinistra e un teschio ai piedi; sul retro, la Madonna velata e coronata in preghiera.

La visita

La chiesa sta nel centro storico, a pochi passi da piazza Garibaldi e dalla fontana dello Steccato. Guardate per prima cosa in alto, verso la volta: le tre tele del Seicento sono la parte più antica di quel che si vede, insieme ai quattro dipinti di scuola napoletana del 1640 conservati all'interno. Il 15 giugno, davanti alla chiesa, si benedicono il pane e gli animali domestici, una consuetudine che a Barile si ripete ogni anno.

Il consiglio della redazione

Non fermatevi al portale: fate il giro completo della croce viaria sul piazzale, faccia per faccia. I teschi non sono tre volte lo stesso — uno porta la corona, uno il copricapo vescovile, uno il serto vegetale — e la quarta faccia sostituisce il teschio con una clessidra e un'iscrizione. Cercate poi la Madonna del Carmine dipinta sul finire del Settecento: non è qui, ma nella chiesa dell'ex convento dei carmelitani di Santa Maria del Carmine.

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