⛪ Chiese e santuari

chiesa di Sant'Antonio

📍 Ripacandida, Basilicata · 47/100

Il 13 maggio 2024 la chiesa di Sant'Antonio è tornata ad aprirsi ai fedeli dopo sette anni di cantiere, e prima ancora dopo un'attesa molto più lunga: il terremoto del 23 novembre 1980 l'aveva resa inagibile e da allora era rimasta chiusa al culto. Quanto all'età dell'edificio, nessuno la conosce con precisione: la costruzione poggia sui resti di una basilica romana che a sua volta si era impiantata su quattro torrioni difensivi, mentre altre ricostruzioni parlano di un solo torrione longobardo. Datarla è difficile proprio perché qui non si è mai partiti da zero.

Cosa vedere

Il titolo attuale è l'ultimo di una serie. Anticamente questa era la chiesa di San Bartolomeo, cioè la parrocchia dell'antico patrono di Ripacandida, una delle due che si dividevano il paese. Nel 1540 una bolla del vescovo di Melfi le soppresse entrambe, San Bartolomeo e San Nicola, e le fuse nella parrocchia unica della nuova chiesa madre di Santa Maria del Sepolcro. Da quel momento l'edificio ha perso il ruolo che aveva e ha cambiato dedica, ma i muri sono rimasti dove erano, sopra i torrioni.

La visita

La chiesa è di nuovo visitabile solo da poco: dopo quarantaquattro anni di porte chiuse le funzioni sono appena ricominciate, e gli orari seguono la parrocchia, non un calendario turistico. Se la trovate aperta, guardate prima di tutto come l'edificio si appoggia al terreno, sul lato dove il dislivello è maggiore: la parte bassa è quella che ha attraversato tutte le ricostruzioni.

Il consiglio della redazione

Mettete in fila le due chiese: da qui salite alla chiesa madre in Piazza del Popolo e cercate in sagrestia il «San Bartolomeo» di Gaetano Recco. È il santo che dava il nome a questo edificio prima che diventasse Sant'Antonio, e ritrovarlo lassù, dentro un quadro, racconta il trasloco della parrocchia meglio di qualsiasi targa.

Esplora Ripacandida

Tutto il comune: guida, luoghi, sapori ed eventi.