Nel 1630 il feudatario di Ruoti si fece costruire un palazzo sulla piccola piazza del paese e, per farcelo stare tutto, si prese anche la chiesa. La cappella di San Sebastiano, che sorgeva lì da tempo, in quello stesso anno venne unita all'edificio nuovo: era stata tolta al culto, e il feudatario ottenne il permesso di costruirci sopra. È da quel passaggio che viene il nome di palazzo del Principe, quello con cui i ruotesi lo chiamano ancora.
Cosa vedere
Il titolo non è un vezzo. Ruoti passò di mano più volte, dai Sanseverino ai conti di Muro e poi agli Orsini di Gravina, fino ai Capece Minutolo, che nella prima metà del Seicento assunsero il titolo di principe: sono loro i signori della Terra di Ruoti negli anni in cui il palazzo prende forma. Il paese sta su un'altura che domina il corso della fiumara di Avigliano, e il centro storico si è stretto attorno a quella piazza.
Della cappella inglobata resta soprattutto quello che è venuto dopo: divenne sede della Guardia nazionale e, in tempi recenti, un negozio. Il nome però non si è perso, perché il vicolo che le passa accanto continua a portare quello del santo. Nelle strade intorno si riconoscono i portali in pietra delle vecchie case ruotesi, il lavoro degli scalpellini che nel Seicento e nel Settecento firmarono anche gli altari delle chiese del paese.
La visita
Il palazzo è una fabbrica del centro abitato, non un museo, e si guarda da fuori: dalla piazzetta su cui affaccia e dal vicolo intitolato a San Sebastiano, l'unico segno rimasto in superficie della cappella chiusa dentro le sue mura. Conviene arrivarci a piedi, perché le strade del nucleo antico sono strette e in pendenza, e prendersi il tempo di leggere i portali che si incontrano lungo il percorso.
Il consiglio della redazione
Seguite la stessa famiglia fuori dal paese: in contrada Spinosa il feudatario fece costruire sul proprio terreno la chiesa di San Rocco durante la peste del 1651, e sul frontale del portale in pietra dell'Abetina c'è lo stemma stilizzato dei Capece Minutolo. Il 16 agosto la statua del patrono ci arriva in processione e ne riparte la prima domenica di settembre.
