⛪ Chiese e santuari

chiesa matrice di San Nicola di Bari

📍 Ruoti, Basilicata · 47/100

Il direttore dei lavori, il maestro Antonio Porcello, morì nel 1802 cadendo dalla cupola che stava tirando su. Il cantiere della chiesa matrice di Ruoti era aperto da otto anni: nel 1794 era stata abbattuta la vecchia chiesa, larga circa la metà di questa ma nello stesso posto e con lo stesso orientamento, e il vescovo Serrao aveva portato la prima pietra della nuova, che inglobava la precedente. Le mura e la cupola furono chiuse entro il 1805, gli interni entro il 1810. Il progetto era dell'architetto Magri, allievo del Vanvitelli.

Cosa vedere

L'altare maggiore non è nato per Ruoti. Secondo la tradizione il Magri sostituì quello vecchio, in pietra marmorea cavata nell'Abetina locale, con un altare che veniva dalla cattedrale di Potenza e che lui stesso aveva rimaneggiato: porta ancora la mitra e il pastorale, i simboli del vescovo. C'è anche l'ipotesi di un dono del vescovo Achille Caracciolo, che rifece la cattedrale di Potenza e la cui madre era feudataria di Ruoti; chi lo ha confrontato con l'altare della cappella dell'Annunziata nel duomo di Napoli, di proprietà dei Caracciolo, ci ha visto la stessa mano. L'altare vecchio non è sparito: sta a sinistra, sotto la statua di san Nicola.

Alle pareti ci sono quattro dipinti di scuola napoletana, autore ignoto, databili fra il 1650 e il 1700 e donati dalla famiglia Contaldi: in tutti la Madonna sta al centro e i santi le stanno intorno, in preghiera. Quello a sinistra dell'ingresso è circondato da quindici riquadri con i misteri del rosario. Accanto all'altare che era di santa Filomena — la statua è stata rifatta e oggi è sant'Agnese — ci sono una statua lignea di san Rocco del 1700 e un reliquario di un certo peso.

La visita

Il campanile è più vecchio della chiesa: fu soltanto sopraelevato e chiuso dopo il 1814, quando l'arciprete Vincenzo Caivano diede per primo l'esempio e convinse i ruotesi di ogni condizione a portare su le pietre dalla fiumara. Il terremoto del 16 dicembre 1857 lo conciò così male che si dovette abbassarlo, ed è di nuovo pericolante: lo si guarda da terra. Dentro, invece, una scala costruita nel 1971 porta alle campane e all'orologio pubblico. E guardate il pavimento a sinistra dell'altare maggiore, in cornu Evangelii: lì era sepolta la feudataria Zenobia Scaglione, e i suoi resti riaffiorarono in un riattamento verso il 1900, per poi andare dispersi.

Il consiglio della redazione

Fatevi raccontare le campane, o salite a vederle. La maggiore è del 1763, più vecchia della chiesa che la ospita, e porta la Madonna, san Nicola, sant'Antonio e il Redentore; sulla mediana, fusa in località Calvario mentre i ruotesi buttavano nel bronzo oggetti d'oro e d'argento, accanto a san Nicola c'è una lucertola. La più piccola, oggi lesionata, dice solo il nome del fonditore e la data: Gennaro Danisi, 1887.

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