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Un weekend a Genova: due giorni fra caruggi, palazzi dei Rolli e Boccadasse

BigItalia · Pubblicato il 19/09/2026

Genova non si lascia capire dall'automobile. È una città lunga e stretta, schiacciata fra il mare e la montagna, che corre per una trentina di chilometri da Voltri a Nervi e sale in verticale con creuze, ascensori pubblici e funicolari. Per un weekend conviene lasciare la macchina, dormire in centro e camminare: in due giorni si vedono la città della Repubblica, quella del porto e il borgo di pescatori in fondo a corso Italia.

Sabato mattina: il cuore della Repubblica

Si parte da piazza De Ferrari, lo spazio dove Genova si ritrova quando ha qualcosa da dire o da festeggiare. La fontana di bronzo al centro, inaugurata nel 1936, è con la Lanterna il simbolo più riconoscibile della città. Sul lato del centro storico si apre il Palazzo Ducale, la sede dei dogi: cortili e porticati si attraversano senza pagare, e vale la salita alla torre Grimaldina, da cui si vedono insieme il dedalo dei caruggi e il porto.

A due passi c'è la cattedrale di San Lorenzo, a fasce bianche e nere, con due campanili che non sono mai diventati gemelli. Dentro, nella navata destra, cercate il proiettile: il 9 febbraio 1941 una granata della marina britannica sfondò il fianco della chiesa e non esplose, e oggi al suo posto c'è una replica esatta. Nei sotterranei il Museo del Tesoro custodisce il Sacro Catino, la coppa di vetro verde che i genovesi credettero per secoli il Santo Graal.

La mattina si chiude a porta Soprana, le due torri della cinta muraria del 1155. Sotto l'arco un'iscrizione in versi latini fa parlare la città e ordina a chi entra di farlo in pace. Ai piedi della porta c'è la casa di Cristoforo Colombo: quella che si vede è un frammento ricostruito, ma gli archivi dicono che la famiglia abitò a quell'indirizzo, dal 1455 al 1470 circa.

Sabato pomeriggio: la strada dei palazzi

La Repubblica non aveva una reggia, e i sovrani in visita andavano alloggiati lo stesso. La soluzione furono i rolli: elenchi ufficiali dei palazzi privati più sontuosi, da cui si estraeva a sorte la casa che doveva ospitare il cardinale o l'ambasciatore. Ne furono iscritti 163, e il posto dove il sistema si vede meglio è via Garibaldi, la Strada Nuova aperta dal 1550: 250 metri di facciate, patrimonio UNESCO dal 2006.

Palazzo Bianco, Palazzo Rosso e Palazzo Doria Tursi formano i Musei di Strada Nuova, con un biglietto unico, e a Tursi è esposto il Cannone, il violino di Niccolò Paganini. Se il tempo è poco, scegliete Palazzo Rosso e tenetene la terrazza per il tramonto, con i tetti d'ardesia, la Lanterna e le gru del porto sotto di voi. Poi ripassate per la strada dopo cena: gli atri illuminati lasciano vedere i cortili in fondo.

Sabato sera: il pesto dove è nato

A cena si scende nei caruggi. Il pesto alla genovese si ordina sulle trofie o sulle trenette con le patate, e ha una storia meno scontata di quanto sembri: la prima ricetta stampata, del 1863, univa al basilico formaggio olandese e parmigiano, perché a Genova i mercanti dei Paesi Bassi vendevano il loro formaggio nei mercati cittadini. Oggi il basilico genovese ha la denominazione di origine protetta.

Domenica mattina: il porto e la Lanterna

La domenica comincia al Porto Antico, ridisegnato da Renzo Piano, dove c'è l'acquario più grande d'Italia. Di fronte, verso i portici di Sottoripa, sta Palazzo San Giorgio: nel 1298, dopo la battaglia di Curzola, i genovesi vi rinchiusero un mercante veneziano, Marco Polo, che in cella dettò a Rustichello da Pisa il racconto dei suoi viaggi. Il palazzo ospita ancora uffici, ma le sue due facce, quella medievale e quella dipinta verso il porto, si vedono da fuori.

Poi si va alla Lanterna, 77 metri, il faro più alto del Mediterraneo. La camminata è mezza visita: una passeggiata pedonale di circa 800 metri corre lungo le vecchie mura, sospesa sopra le banchine. I primi 172 gradini sono aperti al pubblico, e il museo accanto apre soprattutto nel fine settimana: un motivo in più per andarci di domenica.

Domenica pomeriggio: Boccadasse

L'ultimo pomeriggio è a levante, in fondo a corso Italia. Nel 1915 gli abitanti di Boccadasse si opposero con tanta ostinazione al prolungamento del lungomare che il progetto si fermò, e le case color pastello sono rimaste addossate alla piccola baia di ciottoli. I pescatori calano ancora le reti, accanto a gelaterie e ristoranti. Salite per la crêuza fino al Capo di Santa Chiara, sotto il castello Türcke: da lassù lo sguardo arriva fino al promontorio di Portofino.

Chi preferisce un'altra Genova ha due alternative. Il castello d'Albertis è la casa neogotica di un capitano di mare, piena degli oggetti raccolti nei suoi viaggi, e ci si sale con l'ascensore di Montegalletto. Con il treno fino a Pegli, invece, c'è Villa Durazzo Pallavicini, un parco disegnato come uno spettacolo teatrale, votato parco più bello d'Italia nel 2017 e aperto tutti i giorni tranne il lunedì.

Consigli pratici

  • Come muoversi: il centro si gira a piedi; per salire ci sono ascensori pubblici e funicolari, e la metropolitana passa da Principe, San Giorgio e De Ferrari.
  • Orari: torri, musei e Lanterna cambiano orario durante l'anno, quindi conviene controllarli prima. Due volte l'anno i Rolli Days aprono anche i palazzi di solito chiusi.
  • Dove dormire: in centro, fra De Ferrari e il porto, per fare tutto a piedi. Le strutture con i giudizi degli ospiti sono nella nostra pagina su dove dormire a Genova.

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