Festa di San Pantaleone
📅 Il 5 febbraio e il 27 luglio
Il 5 febbraio e il 27 luglio Montauro festeggia il patrono san Pantaleone, a cui è dedicata la chiesa del paese; due affreschi ritraggono l'arrivo delle sue reliquie.
Una parte della popolazione di Montauro arrivò qui condannata a morte. Erano gente dei distretti di Squillace e di Soverato che a Capua aveva tradito il conte Ruggero, e la pena capitale fu commutata, per intercessione di san Bruno, in servitù perpetua alle dipendenze dei padri certosini. Furono portati quassù centododici capifamiglia con figli, fratelli, cognati e nipoti — duecentodiciotto persone in tutto, di cui centosessantadue, fra sani e feriti, finirono in prigionia, mentre gli altri si salvarono con la fuga. È così che il paese, di colpo, si riempì. Nel 1098 lo stesso conte Ruggero mise il casale sotto la giurisdizione civile della certosa e il vescovo di Squillace le cedette quella ecclesiastica: una donazione confermata poi da più papi e, nel 1212 e nel 1224, dall'imperatore Federico II.
Il fondo di questo paese, però, è greco. Il toponimo più antico che le fonti tramandano è Mentràbrion, e la spiegazione sta nell'ottavo secolo: dopo gli editti iconoclasti del 726 e del 730 e la persecuzione che ne seguì, i monaci di san Basilio si rifugiarono sulle coste calabresi, dove costruirono monasteri e contribuirono a far nascere comunità; nell'undicesimo secolo la sola diocesi di Squillace contava dodici cenobi basiliani, e a Montauro si venera ancora san Pantaleone, martire di Nicomedia. Poi arrivarono i turchi: dal Cinquecento le incursioni costrinsero chi stava a mezza costa a salire sulle colline, e in paese il maniero fu trasformato nella chiesa di San Pantaleone e la torre diventò il campanile, che infatti ha ancora l'aria di una postazione di avvistamento. Nel 1644 e nel 1645 i turchi saccheggiarono e incendiarono Montauro, Stalettì e Gasperina. Il 29 luglio 1497, intanto, Goffredo Borgia si era fatto confermare il casale insieme a tutto il principato di Squillace. Sotto i Borbone il paese contava circa milleseicento abitanti, e trecentoquaranta donne lavoravano ai telai; il catasto onciario degli anni quaranta del Settecento elenca scalpellini, fabbri ferrai, falegnami, sarti, tintori, conciatori, seggiari, chianchieri e speziali.
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Il 5 febbraio e il 27 luglio Montauro festeggia il patrono san Pantaleone, a cui è dedicata la chiesa del paese; due affreschi ritraggono l'arrivo delle sue reliquie.
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