Cirò

Provincia: Crotone · Regione: Calabria · Abitanti: 3.125 · CAP: 88813

Lo stemma racconta il trasloco. Ci sono tre monti verdi — quello centrale è il colle su cui sta il paese — e sopra una gru che tiene nel becco un serpente screziato e lo percuote, con il motto Devorat haec rostro pervigilatque pede. La gru è la vigilanza della gente che, dopo le incursioni saracene, lasciò la costa e salì sulle colline; il serpente è il pericolo che si era lasciata alle spalle. Giù al mare c'era stata Krimisa, che gli antichi — Strabone, Apollodoro, Licofrone — facevano fondare all'eroe omerico Filottete, e c'era il tempio di Apollo Aleo, di cui Paolo Orsi ha ritrovato i capitelli.

Il nome viene invece dal greco dei bizantini, e lo si vede scritto in tre documenti: in un atto latino del 1115 il conte normanno Riccardo Senescalco concede un terreno presso un «Castellum quod dicitur Psichro»; al-Idrisi, nel Libro di re Ruggero, lo registra in arabo; e in un documento della cancelleria di Federico II del 1239 compare un «Parisius de Ypsicrò». Il feudo finì il 2 agosto 1806. Nel cortile del castello dei Carafa il lastricato disegna una stella a nove punte attribuita a Luigi Lilio, il cirotano i cui calcoli sono diventati il calendario gregoriano. E il 31 dicembre 1951 il consiglio comunale votò la separazione consensuale di Cirò Marina, che ormai aveva più abitanti del paese di collina: il centro salito dal mare restituiva al mare un comune suo.

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