Il 28 dicembre 1908 un terremoto e l'onda che ne seguì cancellarono Reggio Calabria e Messina: fu la catastrofe più grave della storia europea moderna, e di Reggio non rimase quasi niente in piedi. Tutto quello che si vede oggi camminando in centro è stato costruito dopo, secondo un piano nuovo con le strade larghe e gli edifici bassi antisismici. Il duomo è l'edificio con cui la città ha dichiarato di essere ancora viva: ricostruito da zero e riconsacrato nel 1928, è la chiesa più grande della Calabria.
Cosa vedere
La facciata è un neoromanico di primo Novecento, con la scalinata, le tre porte di bronzo e le due grandi statue dei santi ai lati; l'interno è a tre navate, ampio e luminoso, con i marmi e i mosaici fatti nei decenni successivi. È architettura di ricostruzione, non di secoli, e va guardata sapendolo: ogni pietra è una scelta fatta da gente che aveva visto la propria città a terra.
La cosa più preziosa è la cappella del Santissimo Sacramento, che si apre sulla navata destra: è un ambiente barocco di marmi intarsiati, colonne tortili e figure, scampato in gran parte al terremoto e rimontato dentro l'edificio nuovo. Nel duomo si venera la Madonna della Consolazione, patrona della città, che a settembre viene portata in processione dal santuario sul colle fino in centro, ed è la giornata in cui Reggio si ferma.
La visita
Il duomo è in piazza Duomo, sul corso Garibaldi, in pieno centro; ingresso libero, chiusura a mezzogiorno e durante le funzioni. Mezz'ora. Il museo archeologico con i bronzi di Riace è a cinque minuti a piedi, e il lungomare a tre.
Il consiglio della redazione
Entrate nella cappella del Sacramento e restateci un momento: è l'unico pezzo di città anteriore al terremoto che si può ancora toccare, ed è stato smontato, salvato e rimesso insieme dentro una chiesa nuova. Poi uscite sul corso e guardate le case: sono tutte della stessa epoca, tutte basse, tutte allineate. Una città intera ricominciata da capo, e si vede.
