San Marco e il Castello di San Barbato
📅 Ogni anno, il 25 aprile
Manocalzati festeggia san Marco il 25 aprile, nella chiesa a lui dedicata.
Manocalzati conta 3.234 abitanti nella valle del Sabato, nella conca di Avellino. Nel nome e nello stemma del paese c'è una mano, e su quale sia non c'è accordo nemmeno in casa: la blasonatura descrive una mano sinistra aperta, mentre lo statuto comunale parla del palmo di una mano guantata, la destra. Nella frazione di San Barbato c'è il castello, fondato dai longobardi e citato per la prima volta in una pergamena del 1146 conservata a Montevergine, dove si racconta di un incontro fra il signore del castello vicino e quello di San Barbato per sistemare una questione di confini. Oggi ha l'aspetto di una fortezza aragonese, con una stranezza: le due torri a sud sono rotonde e a scarpa, quelle a nord hanno la pianta a punta.
La cosa più sorprendente, però, è sottoterra e si è trovata per caso. Nel 1964, mentre si trivellava un pozzo per la nuova scuola elementare, gli operai bucarono un pozzo di aerazione romano profondo una quarantina di metri: sotto c'era un cunicolo che corre per oltre duecento metri, un ramo verso il fiume Sabato e uno verso Valle Chiusa. La copertura è fatta di coppie di tegole appoggiate a formare un tetto ad angolo retto, tenute da chiodi di ferro, e ogni tegola porta impresso il marchio della fabbrica che l'ha prodotta. Il terremoto del 1980 ha invece lasciato il segno in superficie: due morti, la torre del castello crollata e trecentoventuno persone senza casa su poco più di duemilacinquecento.
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📅 Ogni anno, il 25 aprile
Manocalzati festeggia san Marco il 25 aprile, nella chiesa a lui dedicata.
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Fuori da Manocalzati, ma a portata di gita.