Moschiano

Provincia: Avellino · Regione: Campania · Abitanti: 1.667 · CAP: 83020

Sullo stemma di Moschiano c'è un monumento che non esiste più: la fontana detta Le Fontane, demolita nel 1961. Il paese ha scelto di tenere sullo scudo proprio quella, con tutto quello che ci stava sopra — due stemmi, uno con le tre caraffe dei Pignatelli e una torre a tre palchi, l'altro con i monti alberati e la scritta MVSCANO — e con le due lapidi che stavano in mezzo. La prima porta un'iscrizione latina che, invece di dare l'anno dei lavori, lo fa indovinare: se chiedi quando, dice, togli quattro da mille e seicento. Chi l'aveva fatta si firmava Leo. È una fontana che si presenta con un rebus, ed è l'unica immagine rimasta di sé.

Non è nemmeno l'unico stemma che il comune abbia usato: in tempi recenti se ne adoperava un altro, con un lupo che esce dalla partizione e, dall'altra parte, tre cipressi sotto un sole d'oro — molto simile, per la verità, a quello del comune di Savignano Irpino. Il nome, invece, gira nei documenti amministrativi fin dal Duecento in quattro forme diverse: Musclano, Moscano, Muschiano e Muscano civitatis Lauri, dove l'ultima parte dice tutto. Moschiano è uno dei sette comuni del Vallo di Lauro e fu casale dello Stato di Lauro, quindi dipese dai signori di quel feudo fino al 1806, quando le riforme napoleoniche abolirono il feudalesimo. Con l'unità, il regio decreto del 17 febbraio 1861 lo assegnò con gli altri paesi del Vallo alla provincia di Avellino, anche se le strade da qui portano più facilmente verso il napoletano: un paese che sta in una provincia e guarda nell'altra. Vive di boschi secolari — castagne, nocciole, noci, legname e allevamento — e la sua festa più sentita è il carnevale, nella settimana del martedì grasso.

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