Festa di San Pietro Martire e San Sossio
📅 Ogni anno, il 29 aprile
Il 29 aprile San Sossio Baronia, comune di 1.697 abitanti in provincia di Avellino, festeggia san Pietro martire, patrono insieme a san Sossio levita e martire.
Qui comincia tutto dall'acqua. Nell'alto medioevo questa era la zona delle sorgenti compresa nei possedimenti dei signori di Trevico, e i pastori scendevano con gli armenti ad abbeverarli dove oggi ci sono tre grotte scavate nell'argilla, una più piccola in mezzo: la forma dell'insieme è quella di un presepe, e le chiamano le grotte di San Giuseppe, della Madonna e del Bambino; la zona è detta l'Acqua della Madonna. Il nome del paese, invece, viene da un rifiuto. Si racconta che un asino che portava le reliquie di san Sossio martire, destinate a un paese vicino, arrivato nella località oggi detta Sella Coppola imboccò la strada che scendeva alle poche case in fondo alla valle, e non ci fu verso di fargli cambiare direzione. Si gridò al miracolo: le reliquie rimasero nella chiesetta dell'Annunziata, e al paese fu dato il nome del santo. Compare nel Catalogus Baronum del 1269 con la qualifica di villa, e più tardi, ingrandito, con quella di casale; e nelle Rationes Decimarum i Clerici S. Sossi, negli anni intorno al 1308, dovevano al vescovo di Trevico una tassa annuale di un tarì e dodici grana e mezzo, poi maggiorata, quando il paese crebbe, a due tarì e cinque grana. Un paese di cui una tassa ecclesiastica prova l'esistenza, e l'aumento della tassa prova la crescita.
Nel 1454 San Sossio fu elevato al rango di «terra» e con quel titolo ottenne la propria autonomia amministrativa, pur restando legato agli altri paesi del feudo di Trevico; il legame durò fino al 1515, quando Elvira, figlia del Gran Capitano Gonzalo Fernández de Córdoba, vendette la città di Vico e le terre di San Sossio e di Zungoli a Francesco Loffredo, protonotaro del regno. I Loffredo la tennero fino alla fine della feudalità. Ma i sossiani una certa autonomia se la sono sempre tenuta, e su questo raccontano una storia: intorno al Cinquecento un feudatario bevve alla fonte, ne decantò la freschezza e la limpidezza, e disse che l'avrebbe gravata di una tassa; una vecchietta gli rispose che l'acqua era fresca, Eccellenza, ma che le loro teste erano calde — e il signorotto si guardò bene dall'applicarla. Forse è da lì, dicono le fonti, che viene lo stemma del comune: tre getti d'acqua che scaturiscono dalla cima di una collina, sotto tre stelle a cinque punte. Nel 1612 Ferdinando Loffredo diede alla sorgente più feconda la fontana dignitosa che ha ancora, con lo stemma di famiglia e l'immagine del patrono a bassorilievo, e un'iscrizione che ferma chi passa: viandante assetato, guardati dall'affrettarti nell'andar via, qui un condotto di acqua ghiacciata scorre dolcemente. La «Baronia» del nome è recente: è stata aggiunta con regio decreto il tre aprile 1913, e dice che il paese apparteneva alla baronia di Vico. La terra qui trema: il ventitré luglio 1930 un terremoto uccise quarantadue sossiani e fece crollare cinquanta case, e altri ne sono tornati nel Novecento.
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📅 Ogni anno, il 29 aprile
Il 29 aprile San Sossio Baronia, comune di 1.697 abitanti in provincia di Avellino, festeggia san Pietro martire, patrono insieme a san Sossio levita e martire.
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Fuori da San Sossio Baronia, ma a portata di gita.