Vallesaccarda

Provincia: Avellino · Regione: Campania · Abitanti: 1.418 · CAP: 83050

Nella primavera del 37 avanti Cristo Orazio passò di qui. Andava a Brindisi per una missione diplomatica, in compagnia di Mecenate e di Virgilio, e raccontò di essersi fermato in una locanda a riprendere fiato dopo il lungo viaggio: quella locanda è stata individuata nella Taverna delle Noci, presso Trivicum, che oggi sta nel territorio di Vallesaccarda. Il nome del posto è rimasto lì dove era. Del resto tutta questa zona, in età antica, era fatta di vici sparsi che insieme formavano un pagus, una specie di distretto agricolo, e i reperti romani si trovano in località Mattine, Civita, Monte Mauro e appunto Taverna delle Noci: cioè lungo le antiche strade, l'Aurelia Aeclanensis e il diverticolo che la collegava al Regio Tratturo e su fino alla via Traiana.

Il nome del paese, invece, viene da un passaggio pericoloso. Intorno al Cinquecento il borgo era chiamato Vade Saccarda: vadum, il guado, e Saccardo dalla famiglia Saccardo de Vico che ci abitava. Anche la strada per Trevico ha il suo nome: la chiamavano Lu Custón per la pendenza terribile, e la si vede in un tondo dipinto da un pittore spagnolo intorno al Seicento, ritrovato durante gli studi per il cinquantenario del comune. Perché Vallesaccarda è comune da poco: ha seguito le vicende di Trevico, da cui dipese fino al 1958. Il terremoto del 1930 le portò via la vecchia chiesa, ma la nuova rotabile per San Sossio e Vallata la tirò fuori dall'isolamento. In cucina, la cosa che ha soltanto lei — insieme a Trevico — sono i trilli, una pasta fatta in casa.

Cosa c'è intorno

Distanze in linea d'aria dal centro del paese. Tocca un punto per aprirne la scheda.