Piedimonte Matese

Provincia: Caserta · Regione: Campania · Abitanti: 11.504 · CAP: 81016

Che l'acqua del lago del Matese e la sorgente del paese fossero la stessa cosa lo hanno dimostrato con un esperimento. Nel 1953 fu gettata una sostanza colorante nell'inghiottitoio del lago, quello che chiamano lo «Scennerato»: cinque giorni dopo si colorarono le acque sorgive del Torano, che sgorga vicino al centro storico, ai piedi del rione San Giovanni. Il Torano era il corso d'acqua principale di Piedimonte e attraversava l'abitato prima di dirigersi verso il Volturno; nel 1963 è stato incanalato nell'acquedotto campano, e dal paese è sparito. Stessa sorte per il Maretto, detto anche Toranello, incanalato nel 1965.

Quello che possedeva un principe qui, nel Settecento, lo fotografa il catasto onciario borbonico. Nel 1754 il feudatario era Giuseppe Antonio Gaetani d'Aragona, e le sue entrate venivano dal diritto di passo attraverso porta Vallata, dal diritto esclusivo di vendere le «pelli piccole» e da quello, altrettanto esclusivo, di affilare gli attrezzi dei boscaioli; aveva poi diritti di pascolo, di pesca nel lago del Matese e di bollo sui panni lana prodotti. Possedeva due mulini, tre frantoi, una taverna, una conceria, nove gualchiere per i panni lana e una tintoria, oltre a circa quattromila animali, in gran parte pecore e capre; viveva nel palazzo ducale del centro storico, che aveva un teatro e fontane d'acqua corrente. La città contava allora circa quattromilacinquecento abitanti in ottocentocinquantasei famiglie. Il nome, intanto, è più antico e più semplice: nei documenti del 977 e del 1020 il borgo è «Pedes de monte», ai piedi della montagna, e fino al 1970 si è chiamato Piedimonte d'Alife.

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Cosa c'è intorno

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