Il nome viene dall'arcangelo Michele, il cui culto si sviluppò in età altomedievale presso la grotta omonima, un inghiottitoio carsico ai piedi della collina. Fra il decimo e l'undicesimo secolo la popolazione salì sulla cima, dove le prime fortificazioni sorsero sopra un insediamento sannitico di cui restano tracce di mura megalitiche e furono poi potenziate dai normanni; nel 1135 il luogo, noto come oppidum Sancti Angeli cognomento Rabicanum, era ben difeso e fu attaccato da Ruggero II durante le lotte per annettere la contea alifana al regno di Sicilia. La rocca, poi chiamata Rupe Canina, fu ristrutturata da Federico II, che l'assegnò ai cavalieri teutonici. All'inizio del Quattrocento la gente ridiscese — e ridiscese da due parti: si formarono due abitati sui versanti opposti della stessa collina, e sono gli attuali comuni di Sant'Angelo d'Alife e Raviscanina. In pianura, intanto, le strade ricalcano ancora la centuriazione romana del primo secolo avanti Cristo. Fra il 1927 e il 1945 il comune appartenne alla provincia di Benevento, perché quella di Caserta era stata soppressa.
Accanto alla parrocchiale sta la cappella di Sant'Antonio Abate, con un portale tardogotico e un ciclo di affreschi che ricopriva per intero le pareti: è uno dei più importanti del Quattrocento campano, databile orientativamente al terzo decennio del secolo, eppure — nonostante studi approfonditi — la datazione, gli autori e la committenza restano tutti problemi aperti. Si parla di un'area culturale che tiene insieme Lazio, Umbria, Abruzzo e Campania, con influssi marchigiani e iberici. Colpiscono il gotico tenero della Madonna in trono, il modo favoloso e ingenuo con cui sono raccontate le storie di sant'Antonio e, nella volta, il realismo di oggetti semplici posati sui mobili. Nel 2011 il sito è stato premiato come meraviglia italiana; gli affreschi però sono minacciati dall'umidità, e il problema di conservarli si fa sempre più urgente. Poco distante, la chiesa di Santa Maria di Porta Paradiso, consacrata nel 1516, conserva affreschi dipinti fra il 1517 e il 1518.