Il faro sta sulla punta sud-occidentale di Capri, sugli scogli, a tre chilometri da Anacapri. Fu progettato dagli ingegneri borbonici, ma la costruzione cominciò nel 1862, quando il regno che l'aveva pensato non esisteva più, e la luce si accese nel 1867: un'opera pubblica disegnata da uno Stato e finita da un altro.
Cosa vedere
È fra i fari più grandi d'Italia per dimensioni e potenza: una torre cilindrica sopra la casa dei guardiani, in mezzo alla roccia nuda, con il mare aperto davanti. Intorno non c'è nulla se non la macchia, le calette e i sentieri che scendono all'acqua; il faro dipende dal comando fari della marina militare.
La punta è uno dei posti più selvatici dell'isola, l'opposto esatto delle terrazze e delle boutique del centro. Qui si viene a fare il bagno negli scogli, a camminare lungo la costa e a guardare il mare, e la strada che arriva fin qui finisce senza sbocchi.
La visita
Il faro è a tre chilometri da Anacapri, raggiungibile in autobus o a piedi lungo la strada; l'edificio è una struttura militare e non si visita, ma gli scogli e le calette intorno sono liberi. Mezza giornata con il bagno.
Il consiglio della redazione
Venite qui alla sera: è l'unico punto di Capri da cui si vede il sole tramontare in mare. Il resto dell'isola guarda dalla parte sbagliata, verso il golfo e la terraferma, e questa è la ragione per cui i capresi e i pochi che lo sanno arrivano a Punta Carena un'ora prima del buio.
