🏰 Castelli e palazzi

Villa Jovis

📍 Capri, Campania · 70/100

Per undici anni l'Impero romano fu governato da qui, da una rupe a picco sul mare all'estremità orientale di Capri: Tiberio lasciò Roma nel 27 e non tornò più, e la sua villa più grande, dedicata a Giove, sulla cima del monte che oggi porta il suo nome, a 334 metri, divenne il palazzo del governo, con i messaggi che arrivavano dal continente con i segnali di fuoco della torre e le navi veloci. Svetonio ci ha raccontato orge e schiavi buttati dal Salto di Tiberio, la parete di trecento metri accanto alla villa; gli storici di oggi ci credono poco, ma la storia ha fatto la fortuna del posto.

Cosa vedere

Quello che resta è uno scheletro di muri di mattoni e opera reticolata su otto livelli, settemila metri quadrati a terrazze con un dislivello di quaranta metri, riportato alla luce da Amedeo Maiuri nel 1932: al centro le grandi cisterne che raccoglievano la pioggia dai tetti, perché lassù l'acqua non c'era, intorno le ali del palazzo, gli alloggi imperiali a nord, gli uffici a sud, le sale di rappresentanza a est, e a ovest l'ambulatio, la lunga loggia coperta dove l'imperatore camminava da solo guardando Anacapri. Sopra le rovine, la chiesetta di Santa Maria del Soccorso con la statua della Madonna che guarda il golfo.

Il vero motivo per salire è la vista: dalla terrazza si vedono Ischia e Procida, tutto il golfo di Napoli con il Vesuvio, la penisola sorrentina a un tiro di sasso e, girandosi, il golfo di Salerno fino al Cilento. Si capisce perché Tiberio scelse questo posto: nessuno poteva avvicinarsi senza essere visto, e chi arrivava aveva davanti l'Impero intero. Poco lontano, il Faro di Tiberio, la torre di segnalazione che collegava l'isola alla terraferma.

La visita

Ci si arriva solo a piedi da Capri, due chilometri in salita per via Tiberio, fra muri, giardini e vigne, quaranta minuti con calma; niente autobus, niente taxi. Il biglietto è minimo e il sito è aperto quasi tutto l'anno, con il giorno di chiusura che cambia stagione per stagione: controllate prima. Portate acqua e un cappello, il sentiero è senza ombra in cima.

Il consiglio della redazione

Salite nel tardo pomeriggio, quando i gruppi sono ripartiti con l'ultimo aliscafo e la villa resta a voi e ai gabbiani: dal Salto di Tiberio, con il parapetto, guardate giù nel mare e poi verso Sorrento, e pensate che quella era la finestra dell'uomo più potente del mondo. Poi scendete piano: la via Tiberio al tramonto, con le luci di Capri sotto, è la passeggiata più bella dell'isola.

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