Capri è l'isola dei Faraglioni e della piazzetta, ma il suo edificio più antico è un monastero di clausura: il conte Giacomo Arcucci, segretario della regina Giovanna d'Angiò, lo fondò nel 1371 su un terreno che lei gli aveva donato, e quindici anni dopo, caduto in disgrazia, ci si ritirò da monaco. I certosini ci restarono più di quattro secoli, con i privilegi della regina, le terre dell'isola e i diritti di pascolo, e con i capresi che li detestavano: durante la peste del 1656 i monaci si chiusero dentro, e gli isolani per ripicca gettarono i loro morti oltre il muro. Napoleone li cacciò nel 1808; poi caserma, ospizio e prigione per anarchici, e infine museo.
Cosa vedere
I due chiostri, che sono il motivo per venire: il Chiostro Piccolo, del Trecento, con le colonne di marmo romano prese dalle ville imperiali dell'isola e i capitelli riusati, e il Chiostro Grande, cinquecentesco, ampio e bianco, con le celle dei monaci intorno e la vista che si apre. La chiesa con l'affresco trecentesco di Niccolò di Tommaso sopra il portale, la farmacia, la torre, e i giardini a strapiombo da cui si vedono i Faraglioni e la Marina Piccola: è il punto più bello e più tranquillo di Capri, a cinque minuti dalla piazzetta e senza nessuno.
Dentro, due musei. Quello dedicato a Karl Wilhelm Diefenbach, il pittore tedesco che arrivò a Capri con la barba lunga, la tunica e le teorie sul vegetarianesimo e la vita naturale, e ci morì nel 1913: le sue tele enormi, azzurre e simboliste, stanno in un salone e non somigliano a niente. E dal 2024 il Museo archeologico nazionale di Capri, con centoventi pezzi tornati dai depositi di Napoli: le sculture, gli affreschi e gli argenti delle ville di Augusto e Tiberio, che qui governarono l'impero da un'isola, e dal 2026 anche le sale sul medioevo caprese, con il sarcofago di Crispina restaurato.
La visita
La certosa è in viale Certosa, cinque minuti a piedi dalla piazzetta per via Vittorio Emanuele e i giardini di Augusto; museo statale con biglietto proprio, chiuso il lunedì, con orari che cambiano fra estate e inverno. Un'ora e mezza con i due musei, mezz'ora per i chiostri e i giardini. D'estate è l'unico posto fresco e vuoto dell'isola nelle ore di punta.
Il consiglio della redazione
Andateci verso le cinque, quando i gitanti sono tornati ai traghetti: sedetevi nel Chiostro Grande, con il rumore che non arriva, e poi uscite nel giardino dietro per guardare i Faraglioni dall'alto senza nessuno accanto. Nel Chiostro Piccolo, cercate le colonne romane: vengono dalle ville di Tiberio, e i monaci le hanno usate come mattoni.
