🖼️ Musei

teatro romano di Ercolano

📍 Ercolano, Campania · 56/100

L'archeologia delle città sepolte dal Vesuvio comincia qui, in un pozzo scavato per innaffiare un orto. Nel 1710 un contadino trovò dei pezzi di marmo e li vendette a un artigiano di Napoli; il nobile per cui l'artigiano lavorava comprò il pozzo e si mise a scavare cunicoli. Era il teatro romano di Ercolano, il primo edificio ritrovato di tutte le città distrutte dall'eruzione.

Cosa vedere

Il teatro fu costruito in età augustea per volere di un magistrato locale e poteva contenere duemilacinquecento persone. L'eruzione lo coprì di cenere, lapilli e fango, che indurendo formarono uno strato di tufo compatto: per questo si è conservato benissimo e per questo non è mai stato scavato. Lo si visita per gallerie strette, nel buio, con le torce.

I primi scavatori tirarono fuori colonne di marmi pregiati, iscrizioni e nove statue, che oggi stanno divise fra un museo tedesco, una reggia vicina e un orto botanico. All'inizio credettero che fosse un tempio di Giove; fu un erudito, guardando i reperti, a capire che era un teatro. Da lì cominciarono le prime mappe e i primi metodi di scavo ordinato.

La visita

L'ingresso è in corso Resina, sopra gli scavi di Ercolano; si scende con visita guidata su prenotazione, in gruppi piccoli, e servono scarpe chiuse. Sotto l'aria è umida e gli spazi sono stretti: non è adatto a chi soffre di claustrofobia. Un'ora.

Il consiglio della redazione

Guardate le pareti dei cunicoli: si vedono i colpi di piccone dei borbonici e le sagome in negativo dei punti da cui furono strappate le statue. È l'unico posto vesuviano che si visita ancora come lo si visitava nel Settecento, al buio e sottoterra, e vale quanto il teatro che sta dietro quelle pareti.

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