Il rosso, prima di tutto: un rosso pompeiano che copre le quattro pareti di una stanza e su cui ventinove figure a grandezza naturale celebrano qualcosa che non abbiamo ancora capito del tutto. Per questo affresco la villa fuori Porta Ercolano si chiama dei Misteri. Fu scoperta il 16 gennaio 1909 e prese all'inizio il nome del proprietario del terreno, Aurelio Item; Amedeo Maiuri la scavò per intero fra il 1929 e il 1930, dopo l'esproprio dello Stato. Era una villa d'otium del secondo secolo avanti Cristo, con giardini pensili e vista sul golfo; dopo il terremoto del 62 divenne una fattoria con il torchio per il vino, e così la sorprese l'eruzione.
Cosa vedere
La stanza è il triclinio in fondo al peristilio, e il ciclo si legge in dieci scene: una sposa che si pettina fra gli amorini, una matrona seduta, un bambino che legge il testo sacro, l'offerta con un sileno che suona la lira, una satiressa che allatta un capretto mentre una giovane fugge spaventata con il mantello gonfio dal vento, un sileno che porge una coppa a un satiro, Dioniso abbandonato fra le braccia di Arianna, una donna inginocchiata che scopre un oggetto velato, una figura alata che frusta un'iniziata in ginocchio, e infine una danzatrice nuda con i cimbali. La lettura più diffusa è l'iniziazione di una sposa ai misteri di Dioniso; nessuna è certa, e la pittura, del 70-60 avanti Cristo circa, è fra i rari grandi cicli di pittura antica arrivati fino a noi.
Il resto della villa merita quanto la stanza: il peristilio a sedici colonne, l'atrio con i paesaggi nilotici, il tablino a pareti nere in stile egittizzante, la veranda absidata che guardava il mare, le terme dismesse dopo il terremoto e, dalla parte rustica, il torchio con la testa d'ariete rimesso al suo posto. Nella villa furono trovati i corpi di chi non fece in tempo a fuggire, e una statua di Livia in vesti di sacerdotessa.
La visita
La villa è dentro il Parco archeologico di Pompei, compresa nel biglietto, ma sta a circa quattrocento metri fuori dalle mura: si arriva a piedi da Porta Ercolano lungo la via delle Tombe, dieci minuti in discesa fra i sepolcri. Fra il 2013 e il 2015 un restauro con laser e antibiotici ha tolto le cere del Novecento e ridato agli affreschi i colori originali.
Il consiglio della redazione
Arrivate qui per ultimi, nel tardo pomeriggio, quando i gruppi sono già risaliti verso l'uscita: la stanza dei Misteri si guarda in silenzio e a lungo, girando su se stessi, perché il racconto è pensato per chi sta al centro. E prima di uscire affacciatevi dalla veranda: il mare oggi è lontano, ma la vista sul golfo è la stessa per cui la villa fu costruita.
