Il capoluogo di questo comune porta nel nome una testa mozzata. Quando i romani ebbero la meglio sui picentini e distrussero Picenza, i suoi abitanti lasciarono la pianura e salirono sulle pendici della montagna; lassù si raccolsero attorno a un tempio che Silla aveva eretto a Giove, e accanto al quale i legionari avevano posato le teste delle statue di Giano e di Giunone, tagliate per spregio. Da quella testa di Giano, Caput Jani, sembra derivare il nome del casale più grande: Capitignano, che è ancora oggi la sede comunale. È lo stesso movimento che si ritrova in mezza Italia meridionale, la gente che abbandona il piano e si mette al sicuro in alto, solo che qui il ricordo è rimasto attaccato a un trofeo di umiliazione.
Nel nome del comune i casali sono sei, e oggi le frazioni sono quattro: Capitignano, Malche, Prepezzano e Sieti, che ha conservato l'aspetto del borgo medievale. Dal punto di vista amministrativo, per un secolo e mezzo questo è stato un pezzo di San Cipriano: apparteneva al suo circondario sotto i Borbone e al suo mandamento sotto il Regno d'Italia, e nel 1929 fu addirittura soppresso e accorpato a San Cipriano Picentino. L'autonomia se la riprese nel 1944, mentre la guerra era ancora in corso.
Distanze in linea d'aria dal centro del paese. Tocca un punto per aprirne la scheda.
Nei dintorni di Giffoni Sei Casali
Le destinazioni raccontate dalla nostra redazione più vicine, con la distanza in linea d'aria.
