Museo diocesano Pio IX
Museo diocesano di Imola nel palazzo Vescovile, negli appartamenti di Pio VII e Pio IX, aperto nel 1962.
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Museo diocesano di Imola nel palazzo Vescovile, negli appartamenti di Pio VII e Pio IX, aperto nel 1962.
Casa museo di Imola costruita dal 1726, con arredi, tre appartamenti e la biblioteca dei conti Tozzoni.
Teatro di Imola ricavato nel 1812 nell'ex chiesa di San Francesco, dedicato a Ebe Stignani.
Il Museo San Domenico è un complesso museale nell'ex convento domenicano duecentesco, nel centro storico di Imola. Ospita le collezioni d'arte della città, con oltre seicento opere dal Trecento a oggi, e il museo naturalistico Giuseppe Scarabelli.
Il convento fu sede dei domenicani fino al 1797, quando fu trasformato in caserma per l'armata napoleonica. Negli anni Settanta fu avviata la ricostruzione, con l'intenzione di ospitarvi i musei civici: la pinacoteca aprì nel 1988, nel 2005 le si affiancò la sezione naturalistica e archeologica del Museo Scarabelli e nel 2011 il museo fu ulteriormente ampliato. Le collezioni d'arte occupano il grande dormitorio dell'ex convento, il corridoio attorno a uno dei chiostri e le sale dell'antica biblioteca conventuale; il percorso è diviso in sette sezioni, dagli affreschi due e trecenteschi provenienti dai muri della città e dalle ceramiche degli scavi archeologici fino all'arte contemporanea, e dal 2023 comprende la donazione di sei opere in ceramica dello studio Bertozzi & Casoni, ceramisti imolesi di importanza internazionale.
La Collezione Scarabelli, già Gabinetto di Storia Naturale fondato nel 1857 da Giuseppe Scarabelli, Odoardo Pirazzoli, Giuseppe Liverani e Giacomo Tassinari nell'ex convento di San Francesco, fu di fatto il primo museo pubblico della città; è in questa sede dal 2013 e ospita reperti di archeologia preistorica, fossili, rocce e minerali, oltre a materiali etnografici e naturalistici dell'area imolese. Nel 2021 un progetto di recupero archeologico sul sito del convento ha riportato alla luce una domus romana, la Domus del Rasoio, così detta da un rasoio in bronzo con impugnatura a testa di pantera: uno scavo a vista, non ancora aperto al pubblico, con tre ambienti pavimentati a mosaico di una ricca domus del I secolo a.C. e i resti di un'officina quattrocentesca per la fusione delle campane della chiesa di San Nicolò e Domenico.
Il museo è nell'ex convento, nel centro storico di Imola, ed è parte della rete Imola Musei con Palazzo Tozzoni e le collezioni della Rocca sforzesca. Vi si allestiscono mostre temporanee. Le fonti consultate non riportano orari né tariffe: vanno verificati; il nuovo Museo archeologico della Domus del Rasoio era in corso di allestimento.
Il recupero ha reso di nuovo fruibile il primo chiostro del convento, restituendo alle 32 colonne corinzie la loro funzione portante.
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