Il museo Pio IX è il museo diocesano di Imola, inaugurato il 27 maggio 1962 e secondo museo ecclesiastico italiano per fondazione dopo il museo diocesano di Bergamo.
Cosa vedere
Ideatore fu monsignor Antonio Meluzzi, che nei primi anni dopo la Seconda guerra mondiale si recò nelle chiese e nelle canoniche più danneggiate per mettere al sicuro dipinti e arredi, e fu il primo direttore del museo. Le sale sono nel palazzo Vescovile (XII-XVIII secolo), che al piano nobile conserva gli appartamenti in cui vissero, da vescovi di Imola, i futuri papi Pio VII e Pio IX, con le decorazioni e l'arredamento dell'epoca; i dipinti trovarono posto negli appartamenti di Pio IX, nell'«appartamento rosso», nel salone d'onore e nella galleria, con il pavimento originale in cotto. Rinnovato, il museo fu riaperto nell'aprile 1992; fra il 2000 e il 2016 fu ampliato con le sei sale dell'«appartamento verde» (tessuti liturgici, collezione numismatico-filatelica, arte sacra contemporanea e, dal 2012, le terrecotte devozionali) e nel 2018 con il secondo cortile del palazzo, dove sono esposte due fastose berline di gala settecentesche, una delle quali fino alla metà del Novecento serviva a trasportare l'immagine della Beata Vergine del Piratello per le rogazioni, e nove livree di epoca neoclassica.
Dal 2020 il museo si estende su diciassette sale, per circa mille metri quadri, con oltre duemila pezzi datati fra il IX e il XXI secolo. Fra le opere ci sono diciannove corali miniati del Trecento di Niccolò di Giacomo e Fra Giovanni da Ferrara; il reliquiario del velo della Madonna, del 1378; la Madonna di Mazzolano, attribuita a Lorenzo o Paolo Veneziano; il reliquiario di San Sigismondo, del 1382; una Madonna con Gesù Bambino e santi del 1516 di Innocenzo da Imola, con dipinti di Bernardino da Tossignano e Guidaccio da Imola; e un organo Traeri del 1671, restaurato, proveniente dalla chiesa di Santa Maria della Pianta. Nella sala dell'arte sacra moderna ci sono dipinti di Anacleto Margotti e un modello in terracotta a grandezza naturale della Porta Santa di Santa Maria Maggiore a Roma, di Luigi Enzo Mattei.
La visita
Il museo è nel palazzo Vescovile di Imola, al piano nobile. Le fonti consultate non riportano orari né tariffe: vanno verificati; segnalano un sito ufficiale dedicato.
Il consiglio della redazione
Le due berline settecentesche del secondo cortile furono donate dal cardinale Barnaba Chiaramonti, vescovo di Imola dal 1785 al 1816 e poi papa Pio VII: le trovate nel cortile del palazzo, non nelle sale.

