Chions

Provincia: Pordenone · Regione: Friuli-Venezia Giulia · Abitanti: 5.188 · CAP: 33083

Il nome compare per la prima volta nel 1072 come villa Caum, poi come villa Chaum e come Caono. Giovanni Frau propose, con riserva, due possibili origini — un soprannome affibbiato a una persona altezzosa, oppure la parola per zucca; la lettura successiva di Pier Carlo Begotti è decisamente più convincente e lo fa venire dal latino cavus, il canale artificiale. Quanto alla esse finale, non è etimologica per niente: si è aggiunta per analogia con altri toponimi friulani. Questa è terra fertile e ricca d'acque, e i romani l'hanno squadrata: Chions stava nell'agro di Concordia e il territorio fu centuriato, e quella divisione romana dei campi si legge ancora nelle campagne di oggi. Del villaggio medievale resta una zona di terreno rialzato dov'era la centa, il piccolo fortilizio rurale — e forse anche la sua torre, perché il campanile della parrocchiale potrebbe essere stato ricavato da quella. Nella frazione di Taiedo la chiesa di Sant'Andrea fu costruita nel 1420 e consacrata l'anno dopo, e lì la popolazione e il conte Sbrojavacca godevano insieme del diritto di eleggere il proprio parroco: un istituto giuridico che è durato fino al 1938.

Sotto Venezia Chions visse per secoli tranquillo, con un'eccezione, e l'eccezione è notevole. Fra il 1575 e il 1585 il feudo di Tajedo fu al centro di una disputa fra le famiglie Altan e Savorgnan; e in quella lite per un piccolo feudo intervennero il doge e il patriarca di Aquileia, e poi il granduca di Toscana, il duca di Ferrara, il duca di Savoia, l'arciduca d'Austria e persino i re di Spagna e di Francia. A Torrate il castello degli Sbrojavacca fu demolito nel 1820 e ne è rimasta solo la torre. E l'ultima cosa che qui si è persa è la lingua. Chions era un comune friulanofono, e nel giro di pochi decenni il veneto ne ha preso il posto: un'inchiesta di Amedeo Giacomini, alla fine degli anni sessanta, trovò il friulano in uno stato assai mediocre, ormai limitato ai soli anziani; negli stessi anni Giuseppe Francescato notò nel veneto locale qualche debole traccia di friulano, e notò dove stava: non nel lessico, ma nella morfologia, e in particolare nel modo di coniugare i verbi. Su quella base Chions è stato escluso dall'elenco ufficiale dei comuni friulanofoni.

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