Pravisdomini

Provincia: Pordenone · Regione: Friuli-Venezia Giulia · Abitanti: 3.471 · CAP: 33076

Il nome di Pravisdomini non viene da un santo, da un signore o da un fiume: viene da una funzione amministrativa. Deriva dal latino pratum vice domini, il prato del visdomino, cioè l'espressione con cui si indicavano i possedimenti che un visdomino amministrava per conto del patriarca di Aquileia o del vescovo di Concordia. Il paese, insomma, si chiama come il terreno gestito da un delegato: un nome che descrive una delega di potere. Il resto della storia antica è quello di tutta la zona: selci lavorate del neolitico sulle rive del Sile a Panigai, frammenti di ceramica dell'età del bronzo, e in età romana un territorio centuriato che faceva parte dell'agro di Concordia. Le prime notizie scritte arrivano dopo l'anno Mille, ma solo dal Trecento diventano chiare, perché prima la storia di Pravisdomini è legata a quella del feudo di Frattina.

Con il vicino Azzano, invece, i conti si sono chiusi due volte a distanza di quasi sei secoli. Nel 1434 Pravisdomini divenne parrocchia autonoma, emancipandosi dalla pieve di Azzano; e il 18 ottobre 2015, quando fu proposto di fondere il comune con quello di Azzano Decimo, la popolazione rispose di no con più di otto voti su dieci. Nel mezzo ci sono la conquista veneziana del 1420, che fece del paese un feudo dei Michiel, e l'invasione turca del 1477, che lo devastò. Da vedere, oggi, ci sono la parrocchiale di Sant'Antonio, del Quattrocento, con una pala di Pomponio Amalteo, e soprattutto la chiesa di San Giuliano a Panigai, con affreschi quattrocenteschi attribuiti a Pietro da San Vito o ad Andrea Bellunello. La fermata ferroviaria, invece, non c'è più: la linea fu chiusa dopo l'alluvione del 1966.

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Cosa c'è intorno

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