Sopra Patrica si alza il monte Cacume, il cui nome viene dal latino cacumen, la cima. Lo cita Dante nel quarto canto del Purgatorio, accanto a Bismantova, come esempio di salita ripida: è una delle poche montagne dei Lepini a comparire nella Commedia. Nel 1903 sulla vetta è stata innalzata una croce alta quattordici metri e pesante quattrocento tonnellate. Il paese sta più in basso, a quattrocentocinquanta metri, su un colle che domina la valle del Sacco; nel territorio comunale il fiume ha la sua seconda cascata, in località Tomacella.
La festa del patrono, san Rocco, si celebra il sedici agosto, e si celebra due volte. Nel Novecento molti patricani emigrarono ad Aliquippa, in Pennsylvania, per lavorare nelle acciaierie, e i loro discendenti fanno ancora oggi la stessa festa nello stesso giorno, dall'altra parte dell'oceano. A novembre, invece, si tiene un concorso nazionale per radioamatori in memoria di Riccardo Moretti, nato qui, medico e pioniere delle trasmissioni radio, fra i fondatori dell'ospedale Regina Elena di Roma. Quanto ai padroni, il paese fu dei conti di Ceccano e, dal 1625, dei Colonna con titolo di marchesato.