Pignataro Interamna

Provincia: Frosinone · Regione: Lazio · Abitanti: 2.558 · CAP: 03040

La prima metà del nome è un mestiere: pignataro, attestato dal 1308, è chi fa o aggiusta le pignatte, e il paese è cresciuto probabilmente attorno a una fornace che le lavorava. La seconda metà è una città che non esiste più. Interamna Lirenas era una colonia latina fondata nel quarto secolo avanti Cristo per tenere sotto controllo i sanniti; decadde in età imperiale e fu distrutta durante le tarde invasioni barbariche, e di lei restano un ponte, resti sparsi di mura e alcune colonne che sono state prese e rimesse in opera dentro la chiesa del Santissimo Salvatore. Pignataro stessa si fa risalire a un nuovo insediamento eretto da una parte della popolazione di Interamna, e il nome della città morta fu aggiunto a quello del paese vivo il venti dicembre 1862.

Il documento più antico, del 997, nomina un borgo e una parrocchia di qui, e li nomina perché la popolazione si era ribellata all'abate di Montecassino. Nello stesso periodo compare un piccolo castello, e nel 1018 i benedettini ci misero a presidio gruppi di normanni, contro le mire di Aquino. Nello scontro fra il papato e Federico II gli abitanti abbandonarono il castello, che fu distrutto; decenni dopo tornarono. Più tardi Pignataro fu ridotta a semplice casale amministrato da San Germano, e si riprese lentamente. Nell'ultima guerra si trovò in prima linea e i bombardamenti la rasero al suolo; la gente, sparsa nelle campagne, resistette all'occupazione tedesca con un gruppo di partigiani, e a guerra finita molti emigrarono. Quello che è stato ricostruito lo si vede: la chiesa parrocchiale ha campanili gemelli, e il palazzo comunale è un cerchio. Fino al 2014 il comune non apparteneva a una diocesi ma all'abbazia territoriale di Montecassino.

Cosa c'è intorno

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