Pofi

Provincia: Frosinone · Regione: Lazio · Abitanti: 4.303 · CAP: 03026

Nello stemma di Pofi c'è un serpente attorcigliato a una quercia, e c'è anche l'etimologia che gli corrisponde: qualcuno fa venire il nome dal greco «quelli del serpente», ipotizzando il culto di Esculapio e il suo tempio sotto la chiesa di Sant'Antonino — ma, come notano le fonti stesse, una coincidenza non è una prova. Il nome è documentato per la prima volta nel 1019, in una pergamena dell'archivio di Montecassino, come Castellum. Quello che è certo è molto più antico: il paese sta sopra un vulcano spento, e su questa terra si cammina da circa quattrocentomila anni — alla cava Pompi e in altre località sono stati trovati una tibia e un'ulna umane, strumenti di pietra e di metallo e ossa di animali cacciati.

Il momento di Pofi arrivò con i Colonna, che riordinarono i propri domini dividendoli in due Stati: quello di Genazzano e quello di Pofi. Il secondo comprendeva quattordici paesi — fra cui Ceccano, Sonnino, Amaseno, Castro dei Volsci e Supino — e Pofi ne era la capitale, sede dell'Uditorato generale, l'autorità più alta dopo il barone. Durò fino al 1734, quando l'Uditorato fu spostato a Ceccano e a Pofi restò il solo tribunale ordinario. Nella chiesa di Sant'Antonino, costruita dove secondo la tradizione il santo fece sgorgare una fonte per i viandanti diretti a Roma, la parete d'ingresso è quasi interamente coperta da un affresco con la trilogia dantesca, probabilmente del 1443.

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