Qui la famiglia prende il nome dal paese, non il contrario. Il luogo compare come Columna in un atto dell'imperatore Enrico III del 1047, quando i Colonna non esistevano ancora: fu nel 1101 che Pietro, dei conti di Tuscolo, ereditò il castello e si fece chiamare Petrus de Columna, dando origine alla casata. E il paese, a sua volta, prende il nome da una colonna: i resti di quelle dell'antica Labicum, e la tradizione orale racconta che una se ne stette in mezzo all'abitato fino a tempi non lontani.
Nel 1298 Bonifacio VIII ordinò di distruggere Colonna e il suo castello, per punire la famiglia che non ne riconosceva l'autorità; il feudo tornò ai Colonna col papa successivo, e passò poi ai Ludovisi e ai Rospigliosi-Pallavicini, che lo tennero fino al 1848. Oggi Colonna è il comune più piccolo dei Castelli Romani e il secondo più piccolo del Lazio, dopo Ventotene. Per sessant'anni il suo profilo è stato segnato da un serbatoio idrico degli anni Cinquanta che tutti chiamavano «il dindarolo», il salvadanaio: è stato demolito nel 2017 perché non era a norma antisismica.
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Fuori da Colonna, ma a portata di gita.
