San Cesareo

Provincia: Roma · Regione: Lazio · Abitanti: 13.806 · CAP: 00030

In epoca romana questo posto si chiamava Ad Statuas, per la quantità di statue che ornavano la zona, e stava sulla via Labicana a una trentina di chilometri da Roma. Qui c'era una villa che Svetonio attribuisce a Giulio Cesare, e nella quale Cesare redasse il proprio testamento, nel settembre del 45 a.C.; e sempre qui, il 28 settembre del 306, i pretoriani e il popolo acclamarono imperatore Massenzio, che si trovava nella villa imperiale. Gli scavi cominciati nel 2010 hanno riportato alla luce la villa, un vasto settore termale e una necropoli. Nel 1050, fra quelle rovine, i monaci basiliani di Grottaferrata costruirono una chiesa dedicata a san Cesario di Terracina: un santo scelto per sostituire e cristianizzare il culto di Cesare, e da lui viene il nome del paese.

Il paese che si vede oggi, però, è stato costruito nel Novecento. La tenuta passò ai Ludovisi, che nel 1622 cominciarono a scavare per riportare alla luce le statue romane, e poi ai Rospigliosi, che ne fecero un'azienda agricola lavorata da contadini venuti da Capranica Prenestina, i quali si erano sistemati sul Colle Marcelli in un villaggio di capanne. Nel 1921 l'Opera Nazionale Combattenti espropriò la tenuta, e nel 1928 finì di costruire un paese per quegli stessi ex combattenti. Le prime strade furono intitolate a eroi della grande guerra, e una si chiama via dei Cedri, per i cedri del Libano che Cesare avrebbe introdotto: il cedro sta anche nello stemma. San Cesareo è comune autonomo solo dall'11 aprile 1990.

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