La villa romana di Torvaianica è stata scoperta per caso, in via Siviglia, all'inizio del 2006, durante i lavori per la costruzione di una rete fognaria. Sorge a Torvaianica, frazione di Pomezia, a poche centinaia di metri dall'attuale linea costiera.
Cosa vedere
Lo scavo ha messo in luce l'impianto di quella che con ogni probabilità era la villa di una ricca famiglia senatoriale, costruita poco distante dal mare, non lontano dal luogo dove la tradizione vuole sia sbarcato Enea. Oltre agli ambienti residenziali sono emersi strutture termali, un portico colonnato e giardini sopraelevati; la pavimentazione era ricca, in marmi colorati disposti a formare disegni geometrici, con zoccolature marmoree e alcuni frammenti di affreschi e decorazioni. Le prime ipotesi, basate sulla ricchezza dei materiali e su alcune iscrizioni poste su due fistule plumbee, attribuiscono la villa a due senatori della gens Flavia. Nicchie cieche in opera reticolata, orientate per lo più verso il mare, servivano all'ornamentazione: contenevano alberi, in modo da creare un piccolo bosco che nascondeva la villa dal lato del mare, un aspetto tipico delle ville marittime tra la fine dell'età augustea e il primo periodo imperiale.
Il portico prosegue verso sud, con fasi murarie che arrivano al III secolo, e con ambienti absidati così imponenti da far pensare a una villa monumentale; vi sono stati trovati frammenti di affreschi di paradeisos, pittura naturalistica in scala reale con uccelli, insetti e piante. Nella necropoli, tra il 24 ottobre e il 30 novembre 2006, sono state riportate alla luce 69 tombe, poi diventate 79, databili intorno al III secolo: gli adulti erano adagiati su letti di tegole, i bambini deposti in anfore olearie, per lo più tunisine; accanto ai corpi furono trovati chiodi, che si credeva scacciassero gli spiriti maligni, e monete. Si ipotizza che in epoca tardo imperiale la villa fosse il centro di un vasto latifondo, con molta servitù. Nel 2009 gli scavi sono ripresi con fondi della Soprintendenza e hanno restituito, tra l'altro, un sarcofago strigilato con tabula inscripta, in ottimo stato e databile al III secolo.
La visita
Secondo le fonti consultate, che non datano l'informazione, la villa è chiusa al pubblico: il terreno è stato restituito al proprietario perché l'esproprio non era stato formalizzato, e parte delle strutture è stata ricoperta. Prima di andare conviene verificare lo stato attuale del sito.
Il consiglio della redazione
Per inquadrare il luogo, il Museo civico archeologico Lavinium, a Pratica di Mare, raccoglie i reperti dell'antica città legata al mito di Enea, nella stessa area in cui si colloca la leggenda dello sbarco.

