Pinacoteca Rambaldi
Cento dipinti e una biblioteca con incunaboli lasciati dal sacerdote Rambaldi a Coldirodi, frazione di Sanremo.
3 luoghi raccontati a Sanremo Divisi per tipo, dal più importante in giù.
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Cento dipinti e una biblioteca con incunaboli lasciati dal sacerdote Rambaldi a Coldirodi, frazione di Sanremo.
L'ultima casa di Alfred Nobel a Sanremo, villa neomoresca del 1871: oggi museo sulle invenzioni dell'Ottocento.
Antico eremo sulla via di San Romolo, a Sanremo: vi visse undici anni il conte Toffetti, creduto re Carlo Alberto.
Palazzo Borea d'Olmo è uno storico palazzo barocco di Sanremo, in via Matteotti, il corso principale della città, a pochi passi dal teatro Ariston. È considerato uno dei più importanti edifici barocchi della Liguria occidentale ed è tuttora di proprietà della famiglia Borea d'Olmo, antica casata di origine veneta.
Il palazzo nacque da diverse campagne di costruzione a partire da un nucleo tardomedievale e prese la forma attuale tra il Seicento e il Settecento. Con la progressiva vendita dei giardini che lo circondavano, si è trovato ad affacciarsi direttamente a sud su via Matteotti. I prospetti hanno un ampio cornicione di gusto rinascimentale, che si accorda con le decorazioni barocco-manieriste. Il portale principale in marmo è sormontato da una statua della Madonna di Montorsoli, allievo di Michelangelo, autore anche del San Giovanni Battista in marmo sopra il secondo portale, su via Cavour.
L'atrio monumentale, in stile genovese, ha colonne e balaustre di marmo, una breve scalinata e soffitti a volta. I saloni sono decorati da affreschi attribuibili a Maurizio Carrega, mentre le volte hanno affreschi di fine Seicento di Giovanni Battista Merano. All'interno c'è anche una piccola cappella con altare in marmo e una statua dell'Immacolata, forse di Giacomo Antonio Ponsonelli. Il palazzo, abitato senza interruzioni dalla famiglia, ha ospitato nel tempo principi, re e personaggi illustri, tra cui la regina Elisabetta di Spagna, il re Carlo Emanuele III, il pittore Jean-Honoré Fragonard, papa Pio VII e il principe Filippo di Edimburgo.
Il palazzo è una residenza privata. Fino al 2017 ha ospitato il Museo civico, che quell'anno è stato trasferito nel seicentesco Palazzo Nota, di proprietà comunale. Le fonti non indicano se e quando gli interni siano visitabili: va verificato.
Nel giugno 1753, durante la rivolta dei sanremesi contro Genova, il palazzo divenne il quartier generale dei genovesi del generale Agostino Pinelli, e vi furono rinchiusi molti degli arrestati. La famiglia ha anche una cappella nella chiesa di Santo Stefano, sua dal 1680 e dedicata a sant'Ignazio, con la volta affrescata dallo stesso Merano e una pala di Andrea Pozzo.
Il santuario della Madonna della Costa è un santuario mariano di Sanremo, su un poggio a circa cento metri sul livello del mare, in cima alla collina su cui è adagiata la Pigna, il nucleo storico della città. La festa principale è il 15 agosto, festa dell'Assunta.
La fondazione sembra risalire tra il XIV e il XV secolo, nella località di Castrum Sancti Romuli; secondo alcuni storici la nascita del santuario si potrebbe datare al 1361, quando il castello dei Doria fu ceduto alla Repubblica di Genova. Il primo documento che lo cita è del 1474: la famiglia Fabiani vi descrive una cappella già dedicata alla Madonna della Costa. L'edificio attuale fu realizzato nel 1630 al posto della chiesa precedente: ha pianta a croce latina e una facciata barocca con l'edicola dell'Assunta e le statue in marmo dei santi Siro e Romolo, tra due torrette laterali con cupoline. La cupola fu costruita tra il 1770 e il 1775; la facciata fu ritinteggiata e la cupola con le due cupolette fu rivestita di rame tra il 1979 e il 1981.
All'interno ci sono numerose statue in legno, alcune attribuite ad Anton Maria Maragliano, che raffigurano sant'Anna, san Gioacchino e san Giuseppe ai piedi del quadro della Madonna della Costa; dello stesso scultore è il crocifisso ligneo posto nel 1723 sopra l'altare omonimo. Il quadro della Madonna, che la tradizione voleva opera di san Luca, è attribuito da alcuni studi a Barnaba da Modena, pittore del Trecento, e da altri a Nicolò da Voltri. Nel presbiterio stanno le figure lignee di sant'Elisabetta, san Zaccaria, san Giovanni Battista e san Giovanni Evangelista; l'abside e la volta furono decorate con stucchi e affreschi nel 1727 da Giacomo Antonio Boni. Tra i dipinti ci sono la Visita di Maria a Elisabetta di Bartolomeo Guidobono, la Visione di San Giacinto di Domenico Fiasella, donata nel 1846 dalla famiglia genovese Carrega, e la Decollazione del Battista di Giulio Cesare Procaccini.
Il santuario domina la Pigna, tra i torrenti San Francesco e San Romolo. Le fonti consultate non riportano orari di apertura: vanno verificati prima di salire.
Alla Vergine i sanremesi attribuiscono la protezione dal colera del 1835: in ricordo, ogni quindici anni, il 15 agosto, si svolge una processione votiva per le strade della città. Al santuario è legata anche la «festività delle catene», nata secondo la tradizione quando i sanremesi vi salirono trascinando catene per festeggiare la liberazione dai Doria.
Villa Ormond è una villa di Sanremo nota soprattutto per il suo ampio parco, ricco di piante esotiche. Appartenne a una famiglia svizzera e dal 1928 è di proprietà del Comune.
Michel Louis Ormond (1828-1901) acquistò nel 1875 la vecchia villa Rambaldi per volere della moglie francese, Marie Marguerite Renet (1847-1925). Il poeta Pastonchi racconta che la casa, un rettangolo bianco in mezzo a un grande uliveto, fu demolita e rifatta con portici e logge, e che gli ulivi furono tolti per fare posto a un giardino all'inglese. Quando il terremoto del 1887 lesionò seriamente la struttura, Ormond affidò la ricostruzione all'architetto svizzero Emile Réverdin, che la completò nel 1889. Nel 1928, dopo la morte di Marie Marguerite, il Comune acquistò la villa insieme al parco: fu Pietro Agosti, progettista di molti edifici sanremesi, a promuovere l'acquisto, a far aggiungere un nuovo padiglione e a destinare i giardini a parco pubblico.
Il parco è diviso in due dalla via Aurelia. A nord si trovano la villa, il «Giardino d'inverno» e un settore in stile giapponese, che ricorda il gemellaggio tra Sanremo e la città di Atami. A sud ci sono la fontana con putti in pietra disegnata da Agosti e le statue dedicate a due dei tanti ospiti illustri di Sanremo: lo scrittore e politico messicano Ignacio Manuel Altamirano, morto a Sanremo nel 1893, e Nicola I, sovrano del Montenegro.
Nel tempo la villa è stata sede di cerimonie di premiazione e di manifestazioni, e dal 1936 al 1977 vi si sono tenute mostre floreali internazionali. Oggi in un'ala ha sede l'Istituto internazionale di diritto umanitario. Orari di apertura del parco e possibilità di accesso alla villa vanno verificati.
L'Istituto internazionale di diritto umanitario, fondato a Sanremo nel 1970, ha elaborato tra il 1988 e il 1994 il Manuale di Sanremo sul diritto internazionale applicabile nei conflitti armati in mare, che secondo le fonti è ancora oggi il manuale più usato nelle accademie navali militari di tutto il mondo.
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