La Pinacoteca Rambaldi è un museo di Sanremo, nella frazione di Coldirodi, sul promontorio a ponente della città. Istituita nel 1865, nasce dal lascito che il sacerdote Paolo Stefano Rambaldi destinò alla sua morte al paese natale, Colla, oggi Coldirodi: una raccolta di quadri e una biblioteca.
Cosa vedere
La collezione è legata all'ambiente sociale e culturale in cui il sacerdote visse nella Firenze dell'Ottocento, dove fu per dieci anni rettore del Seminario. Comprende cento opere pittoriche dal XV al XIX secolo. Tra queste spiccano la Madonna con Bambino attribuita a Lorenzo di Credi, della bottega del Verrocchio, la Sacra Famiglia di Fra Bartolomeo della Porta, il San Sebastiano soccorso dalle pie donne di Michele Rocca, dipinti di Salvator Rosa tra cui «Le tentazioni di Sant'Antonio», «La Santa Famiglia in faccende domestiche» di Jacopo Vignali e alcuni ritratti di Anton Raphael Mengs.
Accanto alla quadreria c'è la biblioteca, con più di cinquemila volumi, tra cui preziosi incunaboli, cinquecentine e rari manoscritti raccolti da Rambaldi nel corso della vita. Altrettanto prezioso è il suo epistolario con scrittori e figure del Risorgimento come Silvio Pellico, Vincenzo Gioberti, Alessandro Manzoni e Massimo d'Azeglio.
La visita
Da luglio 2006 la pinacoteca è allestita negli ambienti più ampi del Museo di Villa Luca, a Coldirodi, dimora di fine Ottocento appartenuta alla famiglia di Luca Cassini. Orari e biglietti vanno verificati.
Il consiglio della redazione
Coldirodi, allora chiamata La Colla, fu per un periodo separata da Sanremo: il primo febbraio 1753 la Repubblica di Genova ne stabilì il distacco dalla Magnifica Comunità di Sanremo, dopo le proteste degli abitanti contro le gabelle pagate senza benefici. Il nome del sacerdote lo porta anche la banda «P.S. Rambaldi» di Coldirodi, fondata nell'Ottocento.






