🏰 Castelli e palazzi

Villa Regina Margherita

📍 Bordighera, Liguria · 56/100

Nel 1914 la regina Margherita di Savoia comprò una villa intera perché voleva il giardino. L'edificio, la vecchia villa Bischoffsheim diventata villa Etelinda, apparteneva a Lord Claude Bowes-Lyon, XIV conte di Strathmore e Kinghorne; nel suo parco, il 30 marzo 1914, si aprì il cantiere della nuova residenza reale, diretto dall'architetto milanese Luigi Broggi. I lavori finirono alla fine di ottobre 1915 e la casa fu inaugurata il 25 febbraio 1916: da allora la regina passò a Bordighera diversi mesi l'anno, di solito da maggio a dicembre, e qui morì il 4 gennaio 1926, a 74 anni.

Cosa vedere

Broggi la costruì in forme barocche settecentesche: seminterrato per la servitù, con stireria, lavanderia, caldaia e il motore dell'ascensore; piano terra con atrio, sala delle udienze, biblioteca, sala dei ricevimenti e sala da pranzo. Dall'atrio una porticina apre sulla cappella privata della regina. Lo scalone che porta ai piani alti è illuminato da tre grandi vetrate, ancora quelle originali, decorate con il doppio stemma sabaudo di Margherita e di Umberto I. In cima l'ultimo piano si allarga in una terrazza panoramica, da cui una passerella scavalca il dislivello e porta nella parte alta del giardino.

Al primo piano stava l'appartamento della regina — vestibolo, ufficio, camera, bagno — accanto a tre appartamenti più piccoli per la dama di servizio e per la famiglia reale; al secondo abitavano la dama di palazzo, la contessa Maria Cristina Pes, e il primo gentiluomo, il principe Emilio Barbiano di Belgiojoso-Este. Dei mobili originali non è rimasto quasi nulla, ma restano i sovrapporta con le residenze sabaude che Margherita amava di più: palazzo Margherita, il castello di Gressoney-Saint-Jean, la palazzina di caccia di Stupinigi. Broggi aveva dato alla casa un bagno per ogni camera e un ascensore: del primo è sopravvissuto solo quello della regina, del secondo la cabina originale, restaurata e messa accanto alla sala da pranzo.

La visita

Qui bisogna essere chiari: la villa è chiusa. Il comune di Bordighera e la provincia di Imperia l'hanno comprata il 16 settembre 2008; dal giugno 2011, per circa due anni, la Fondazione Terruzzi l'ha restaurata e ne ha fatto un polo espositivo per la collezione di Guido Angelo Terruzzi, poi ha lasciato l'edificio nel giugno 2015 restituendolo ai proprietari pubblici. Da allora il portone non si è più aperto al pubblico. Resta la salita di via Romana, la strada delle grandi ville invernali sopra il centro, da cui si vedono il fronte della villa e le palme del parco; prima di mettersi in viaggio conviene chiedere al comune se nel frattempo qualcosa è cambiato.

Il consiglio della redazione

Noi ci andiamo lo stesso, ma poi allunghiamo fino al mare: ai piedi della pineta del Capo, a pochi passi dalla chiesa di Sant'Ampelio, c'è la statua in marmo bianco che Bordighera dedicò alla regina il 4 aprile 1940, opera di Italo Griselli. È il modo più rapido per capire quanto Margherita appartenga a questa città: invitava qui Carducci, Fogazzaro e il pittore Pompeo Mariani, che abitava e lavorava poco più su, e la sua casa si vede ancora.

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