🏰 Castelli e palazzi

Castello di Ameglia

📍 Ameglia, Liguria · 46/100

Fino al 31 marzo 2008 chi ad Ameglia doveva rinnovare la carta d'identità saliva in piazza Sforza ed entrava in un castello dei vescovi di Luni. Poi gli uffici comunali hanno traslocato nel palazzo nuovo, nella parte bassa e moderna del paese, e il castrum de Ameliae è tornato a essere quello che era: la fortificazione attorno alla quale si è addensato il borgo. La prima notizia certa risale al 963, quando un diploma imperiale di Ottone I elenca Ameglia fra i possedimenti del vescovo lunense; la data di costruzione, invece, nessuno è riuscito a fissarla.

Cosa vedere

La forma dell'edificio si legge in pochi passi. La torre ha pianta circolare, il corpo principale è rettangolare e si sviluppa su due piani, mentre l'insieme resta chiuso da una cortina muraria trapezoidale che segue l'andamento della collina. Non è un palazzo signorile travestito da fortezza: è un presidio, e la sproporzione fra la mole della torre e la modestia degli ambienti lo dice meglio di qualsiasi didascalia.

Il resto lo raccontano i padroni che si sono succeduti. Nel 1174 gli abitanti di Pietracoperta si rifugiarono qui dopo che la Repubblica di Genova aveva raso al suolo il loro paese per colpire i Malaspina. Poi il castello fu sede dei vescovi-conti di Luni, finché nel XIII secolo conobbe la prima occupazione dei sarzanesi e quindi di Genova; passò al signore di Lucca Castruccio Castracani, ai Visconti e, a metà del Quattrocento, al Banco di San Giorgio della Repubblica di Genova.

La visita

Il castello sta dentro il centro storico, in piazza Sforza, e ci si arriva soltanto a piedi: le auto restano fuori dal nucleo antico e l'ultimo tratto è di vicoli in salita. Dal 2008 l'edificio non ospita più uffici comunali, quindi non date per scontato un orario fisso: prima di salire conviene chiedere al Comune se l'interno è aperto o se ci sono mostre in corso. Dall'esterno, in ogni caso, la torre rotonda e la cortina si leggono per intero dalla piazza.

Il consiglio della redazione

Noi consigliamo di legare Ameglia a Luni. I vescovi-conti che tennero questo castello per secoli venivano da lì, e vedere l'anfiteatro e il foro della città romana da cui partiva la loro autorità cambia il modo di guardare le mura di piazza Sforza: non più un rudere di paese, ma l'avamposto di una diocesi che teneva d'occhio la foce della Magra. Fate le due cose lo stesso giorno, in quest'ordine.

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