🏰 Castelli e palazzi

villa romana di Bocca di Magra

📍 Ameglia, Liguria · 48/100

Sul fondo della vasca del calidario qualcuno, quasi duemila anni fa, ha steso un intonaco impermeabile e lo ha dipinto di turchese: serviva a far sembrare acqua di mare quella scaldata da un forno a legna acceso sotto il pavimento. È il dettaglio meglio conservato della villa romana di Bocca di Magra, una villa marittima a terrazze digradanti costruita lungo il pendio del monte Caprione, sulla riva destra del Magra, di fronte al porto di Luni e con le Alpi Apuane davanti.

Cosa vedere

La villa fu edificata nel I secolo a.C. e continuò a essere modificata fino al IV secolo. Appartiene alla famiglia delle grandi ville di età augustea del versante tirrenico, quelle dell'aristocrazia romana attrezzate con impianti marittimi e termali propri, pensate per l'otium: nel levante ligure è l'unica insieme alla villa del Varignano. Stazio e Persio, probabilmente, furono ospiti qui e ne cantarono la bellezza.

L'impianto è complicato perché doveva raccordare livelli diversi che scendono verso il mare: porticati, terrazze, scale, corridoi. Le murature più antiche sono in pietra; i rifacimenti tardi si riconoscono subito, fatti con materiale di recupero, laterizi e marmi, legato da una malta povera di calce. Del settore termale resta il calidario con il condotto che portava l'aria calda sotto il pavimento. Sui mattoni del suo soffitto c'è un bollo circolare con il capricorno di C. Iulius Antimachus: è quello che permette di datare questa parte alla fine del I secolo d.C. Due capitelli corinzi fanno pensare a una terrazza porticata, e i frammenti di intonaco dipinto, motivi vegetali, fiori, maschere teatrali, dicono quanto fosse ricca la casa.

La visita

Il sito si trova nel comune di Ameglia, a Bocca di Magra, alla foce del fiume, ed è un'area archeologica all'aperto: niente sale, niente percorso museale, solo muri e pavimenti da leggere. Conviene informarsi prima sulle aperture, che dipendono dalla Soprintendenza e non sono continue, e mettere scarpe chiuse: il terreno è in pendenza e d'estate l'erba cresce alta.

Il consiglio della redazione

Portatevi una bottiglia d'acqua e dedicate dieci minuti al solo calidario, accucciandovi al bordo della vasca finché non riconoscete il turchese sotto le incrostazioni. Poi alzate gli occhi verso le Apuane: la villa fu piantata qui per quella vista e per il porto di Luni sotto, non per caso.

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