Corniglia è l'unico dei cinque paesi delle Cinque Terre che non ha il porto: sta in cima a un promontorio, sopra il mare ma senza toccarlo, e ci si arriva salendo. In un borgo così piccolo, oltre alla parrocchiale c'era anche questo oratorio, cioè la sede di una confraternita: due edifici religiosi per poche centinaia di abitanti.
Cosa vedere
L'edificio è settecentesco e sta in posizione rialzata sulla piazzetta. La facciata è a capanna, con un portale semplice, sopra il quale si aprono un'ampia finestra circolare e una nicchia con la statua di santa Caterina d'Alessandria, a cui l'oratorio è dedicato. Dietro il fianco destro c'è un piccolo campanile.
Dentro è una sala sola, come tutti gli oratori delle confraternite: nessuna navata, nessuna colonna, uno spazio unico fatto per riunirsi. Il soffitto è affrescato, sempre nel Settecento, con il martirio della stessa santa. Oggi la sala ospita anche conferenze e mostre d'arte contemporanea, che è il destino naturale di uno stanzone ben proporzionato.
La visita
L'oratorio è nel centro di Corniglia, frazione di Vernazza; dalla stazione si sale per una lunga scalinata o con la navetta. Apre per le funzioni e nei giorni delle mostre. Un quarto d'ora.
Il consiglio della redazione
Entrate e guardate subito in alto. La stessa santa che vi ha accolti in pietra nella nicchia esterna è dipinta sul soffitto, ma nel momento del martirio: fuori è una figura composta, dentro è una scena. Gli oratori facevano così, presentavano il patrono in facciata e poi raccontavano la sua storia dove ci si sedeva.
