Ai piedi del fonte battesimale, appoggiata lì come un oggetto qualunque, c'è una vecchia misura in marmo per granaglie e altri materiali secchi: porta lo stemma della Repubblica di Genova e la dicitura Comunitas Manarolae, cioè il campione ufficiale con cui il paese verificava le quantità. Si trova nella chiesa di San Lorenzo, detta anche della Natività di Maria Vergine, costruita secondo le fonti nel 1338 in stile gotico ligure e affacciata su piazza papa Innocenzo IV, al centro di Manarola.
Cosa vedere
La facciata a salienti è in arenaria locale: il portale ha l'arco gotico e nella lunetta un bassorilievo con il Martirio di san Lorenzo; in alto si apre il rosone in marmo di Carrara del 1375, a dodici colonnine, molto simile a quello della parrocchiale di San Pietro a Corniglia e attribuito a Matteo e Pietro da Campilio. Il campanile è staccato dal corpo della chiesa: quadrangolare, tirato su nel XIV secolo sui resti di una torre di vedetta che serviva ad avvistare le incursioni saracene.
L'interno, a tre navate con volta a botte, fu rivestito in forme barocche, e solo un restauro di fine Novecento ha riportato in luce parte dell'impianto gotico. In fondo alla navata destra c'è un tabernacolo rinascimentale con un bassorilievo del Quattrocento; sulla parete absidale della navata centrale, un Crocifisso della seconda metà dello stesso secolo. Le due opere maggiori sono del Maestro delle Cinque Terre, pittore anonimo con influenze lucchesi arrivate probabilmente attraverso il massese Bernardino del Castelletto: nella navata sinistra il trittico con San Lorenzo tra i santi Antonio abate e Bernardo da Chiaravalle, che veniva dall'altare maggiore del santuario di Nostra Signora della Salute a Volastra ed è stato restaurato fra il 2020 e il 2021; sull'altare maggiore il polittico con la Madonna e il Bambino tra i santi Lorenzo e Caterina d'Alessandria e altri due santi, tornato dal restauro nel 2023.
La visita
La piazza davanti alla chiesa è la parte alta di Manarola, quella a cui si arriva risalendo la via principale dal porticciolo, ed è anche una delle poche superfici piane del paese. La chiesa è sede di parrocchia nel vicariato della Riviera della diocesi della Spezia-Sarzana-Brugnato e apre soprattutto in funzione delle celebrazioni. Il campanile isolato, poco più su, resta il riferimento che si riconosce da lontano, da qualunque punto del versante.
Il consiglio della redazione
Consigliamo di cercare subito la misura in marmo accanto al fonte battesimale: è l'oggetto che racconta meglio che cosa fosse Manarola prima del turismo, un paese che pesava il grano sotto il controllo di Genova. Poi fermatevi davanti al rosone, meglio da fuori: le dodici colonnine reggono un disco di marmo sottile che, controluce dall'interno, cambia completamente aspetto. E se salite a Volastra, la frazione alta sopra il paese, ricordate che il trittico della navata sinistra viene da lassù: le due chiese si spiegano a vicenda.
