🏰 Castelli e palazzi

Castello di Vezzano Superiore

📍 Vezzano Ligure, Liguria · 43/100

Il 19 maggio 963 l'imperatore Ottone I assegna ad Adalberto, conte-vescovo di Luni, il feudo del castello di Vezzano con le fortificazioni e la corte: è il primo documento che nomina il borgo. La roccaforte era nata poco prima, intorno al X secolo, quando sulla cima di Vezzano Superiore comparve una cerchia di muri a secco stretta attorno al castello e alla sua torre. Di quel nucleo oggi restano ruderi, sul crinale che separa il golfo della Spezia dalla val di Magra.

Cosa vedere

I resti stanno nel punto più alto del borgo di sopra, uno dei due paesi arroccati che formano Vezzano insieme a Vezzano Inferiore, collegati dalla via di crinale lungo la quale dall'Ottocento si è allungata l'edilizia moderna. Non aspettatevi un castello restaurato: sono murature, tracce di cinta, il sedime di una fortificazione che il tempo ha smontato. Il motivo per salire è la posizione. Da qui si tengono sotto controllo insieme il golfo, la piana della Magra e l'imbocco della val di Vara, cioè tre dei quattro distretti in cui si divide il territorio spezzino, e si capisce perché in alto medioevo il borgo sia cresciuto attorno a un presidio fortificato messo a guardia del passo fra il mare e la valle.

Chi teneva il passo teneva il potere. I Signori di Vezzano, i Domini de Vethano, furono feudatari del vescovo di Luni dal X al XIII secolo e da castellani divennero padroni con influenza sulla Lunigiana e sulla Liguria orientale. Il 13 maggio 1202 il concordato di Terrarossa chiuse le vertenze fra il vescovo Gualtiero II e i Malaspina da una parte e i nobili di Vezzano dall'altra. Poi arrivò Genova: con l'atto di fedeltà del 1253 la Repubblica si prese la fetta di feudo più vicina alla costa e nel 1276, acquistando i possedimenti del conte Nicolò Fieschi, completò l'annessione. Da lì in avanti il castello contò sempre meno.

La visita

La stazione di Vezzano Ligure, sulle linee Genova-Roma e Parma-La Spezia, sta a valle del centro storico; in auto si esce dall'A15 fra Santo Stefano di Magra e La Spezia. L'ultimo tratto è comunque in salita, per i vicoli del borgo. Non c'è un percorso attrezzato né un museo: quello che resta si guarda da fuori, e vale come pretesto per il panorama. Intorno ai ruderi il paese alto merita mezz'ora: la parrocchiale di Nostra Signora del Soccorso, del XVIII secolo, l'oratorio sconsacrato di San Michele Arcangelo e quel che rimane della chiesa di San Siro, del XII secolo, abbattuta in parte nel 1880 per far passare la strada.

Il consiglio della redazione

Noi la facciamo in discesa: dal Superiore all'Inferiore lungo la vecchia via di crinale, la stessa che i vezzanesi hanno camminato per secoli. A metà percorso si incontra l'Ospitale di San Nicola, ricovero per viandanti e malati già attivo nel XIV secolo, con una lapide di marmo datata 1705 sulla facciata. Si finisce sotto la torre pentagonale di Vezzano Inferiore, ancora in piedi e in buono stato: guardarla dopo i ruderi di sopra è il modo più rapido per capire cosa si è perso quassù.

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