Per secoli fu la polveriera della Repubblica: la torre di Papone, alzata fra il Duecento e il Trecento appena fuori dalla cinta antica di Noli, custodiva le armi e le munizioni di uno Stato che dal 1192 al 1797 restò formalmente indipendente. Un arco in mattoni la lega ancora al camminamento che scende dal castello di Monte Ursino, e quel raccordo dice il resto: chi teneva la collina teneva anche la strada.
Cosa vedere
Le finestre sono la sorpresa. Sulle facciate si aprono bifore e monofore gotiche, aperture da casa signorile più che da opera difensiva, segno di una torre che doveva proteggere e insieme mostrarsi. Accanto, la porta Papona apre il passaggio nella muratura: torre e porta formano un solo organismo, e i nolesi le nominano ancora insieme.
Nel Duecento Noli si chiuse dentro una cinta muraria e si diede oltre settanta torri cittadine. Quasi tutte sono scomparse, mozzate o inghiottite dalle case più tarde; il Papone è fra i pochi fusti ancora leggibili da cima a fondo, insieme alla torre del Comune e a quella dei Quattro Canti. Guardarlo serve a capire un sistema che teneva insieme spiaggia, muraglia e collina in un unico disegno difensivo.
La visita
La torre sta al margine settentrionale del centro storico, in via Luigi Defferrari, pochi minuti a piedi dal fronte porticato sull'Aurelia. Si osserva dalla strada, e conviene farle il giro completo: da un lato compare l'arco che la salda al camminamento, dall'altro il fusto si stacca netto sul verde della collina. Di qui parte anche la salita al castello di Monte Ursino, la cui forma attuale risale al rifacimento del 1552 diretto dal capitano Andrea da Bergamo.
Il consiglio della redazione
Consigliamo di raggiungerla dal basso, risalendo i carruggi invece di puntare subito in auto verso il castello: la torre compare a scorci fra i tetti, e solo così si capisce quanto fosse alta rispetto al borgo. Poi si prosegue fino a Monte Ursino, sopra la baia che a levante si chiude sull'isola di Bergeggi; al ritorno l'arco di mattoni si legge molto meglio con la luce di fine pomeriggio.
