Nel 1227 gli uomini di Noli e di Segno, alleati fedeli di Genova, salirono sul colle e rasero al suolo il castello: era la seconda demolizione in pochi decenni, perché la fortezza era già stata abbattuta all'inizio del Duecento e rimessa in piedi nel 1218. Il castello di Spotorno, sull'altura a nord dell'abitato, sulla Riviera delle Palme, non ha avuto una storia fortunata, e quel che ne resta oggi racconta soprattutto i poteri che se lo sono conteso.
Cosa vedere
Quello che si vede è un rudere, ed è meglio saperlo prima di salire: il castello è in stato di rovina e nessuno lo ha mai rimesso in piedi. Restano l'impianto quadrangolare — la forma che la fortezza assunse fra il XIV e il XVI secolo, nell'ultima delle sue ricostruzioni — e soprattutto la posizione, un colle in posizione semi elevata che domina il paese e il tratto di costa sottostante. Era esattamente quello il motivo per cui esisteva.
La cronologia si legge nei documenti più che nelle pietre. Nel 1180 la fortezza compare già fra le proprietà feudali della diocesi di Savona, segno che era stata edificata prima o durante la signoria dei vescovi savonesi. Nel 1333 passa al Comune di Savona; nella seconda metà del Cinquecento arriva alla famiglia De Loterio, che la tenne fino allo scoppio della prima guerra mondiale. Dal 1933 il sito è sottoposto a vincolo di tutela della Soprintendenza ai Beni Architettonici: una protezione arrivata quando c'era ormai da salvare la rovina, non l'edificio.
La visita
Si sale dal paese voltando le spalle al mare: il colle è quello che chiude l'abitato a nord e la salita è breve ma continua, da fare con scarpe chiuse. Non c'è nulla di attrezzato — niente biglietteria, niente orari, nessuna custodia — e i resti vanno osservati dall'esterno, perché la muratura è instabile e in più punti pericolante. Mezz'ora basta, e serve soprattutto per lo sguardo: da lassù si capisce perché in quattrocento anni quattro poteri diversi abbiano voluto quel colle.
Il consiglio della redazione
Consigliamo la stagione fredda e il tardo pomeriggio: con la macchia bassa il perimetro quadrangolare si distingue davvero, e la luce radente stacca le murature dal versante. E di far seguire la salita da un giro nel centro storico di Spotorno, non il contrario: il castello si legge meglio dopo aver visto che cosa doveva proteggere, cioè il borgo sul mare e il passaggio costiero.
