Castrezzato sta nella pianura della Bassa Bresciana occidentale, rigata a settentrione dalle rogge Trenzana-Travagliata e Castrina. Il toponimo si fa risalire al latino castrum, per un castello medievale, oppure al personale romano Castricius letto su alcune lapidi longobarde. Il borgo crebbe dentro quel castrum; distrutto il castello in una delle guerre bresciane del XII secolo, nel 1205 il comune di Brescia ne ordinò la riedificazione e concesse privilegi e immunità, per i quali il paese fu chiamato Castelfranco. Il fortilizio entrò nella linea difensiva che la repubblica comunale bresciana tese da Iseo a Quinzano.
Le mura furono poi donate al comune dalle famiglie nobili che le possedevano; perduta la funzione originaria andarono in rovina e i fossati vennero colmati per farne strade, così che la circonvallazione di oggi ripete ancora il contorno esagonale della vecchia cittadella murata. Del fortilizio resta la sola torre, trasformata in campanile, e una torre merlata torna nello stemma, fra due lupi che le si rizzano contro voltando la testa all'esterno. All'inizio di via Battisti un affresco ricorda l'apparizione con la quale, nel 1378, sant'Antonio scortato da angeli armati avrebbe messo in fuga l'esercito visconteo capitanato da Giovanni Oldofredi.
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