In questo paese si riuniva il governo di tutta la valle. Passata sotto la Serenissima nel 1426, Tavernole ospitò per tutti i secoli veneziani, nella casa Fontana, il «Consiglio generale di valle», l'organo che teneva insieme la vita della Val Trompia. La ricchezza, qui, era il ferro: in paese c'è ancora un antico forno fusorio, uno dei pochi rimasti in Europa, rimesso in sesto da non molti anni e aperto alle visite. Nel 1850 una piena del Mella devastò la valle e a Tavernole distrusse mulini e fucine, danneggiando anche il forno. Di scritto, invece, restano gli statuti medievali di Cimmo, fra i più antichi della valle: sono del 1372 e li redasse don Bernardino de Caciis, arciprete di Inzino ma nativo di Cimmo. Già nel dodicesimo secolo, del resto, il comune di Cimmo collaborava alla costruzione della pieve di Bovegno.
Il nome attuale è recente e viene da un accorpamento andato solo a metà. Nel 1927 il comune si chiamò Tavernole-Cimmo, quando gli furono aggregati Pezzoro, Cimmo e Marmentino; Marmentino tornò autonomo nel 1955 e da allora il nome è Tavernole sul Mella. Pezzoro, a novecentoundici metri, si raggiunge da Lavone, che è nel comune di Pezzaze, perché sta dall'altra parte del monte Pergua: una frazione a cui si arriva passando per un altro comune. Il resto lo dicono le date: nel 1826 fu fondata la prima scuola femminile di Cimmo; il 2 agosto 1909 la tranvia da Brescia arrivò fin qui, dopo dieci anni di lavori, e fra il 1910 e il 1934 Tavernole fu il capolinea settentrionale della linea della Val Trompia; la chiesa dei Santi Filippo e Giacomo fu costruita fra il 1899 e il 1901 su disegno dell'architetto Carlo Melchiotti, mentre quella medievale di San Filastrio conserva pregevoli pitture del Quattrocento.
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Fuori da Tavernole sul Mella, ma a portata di gita.
