La chiesa di Santa Maria, a Cantù, nacque come chiesa di un monastero femminile benedettino fondato nel 1093 da Alberto da Prezzate. Dal Duecento il convento accolse giovani delle famiglie ricche di Cantù e della nobiltà comasca e milanese, e nel Sei e Settecento la protezione di quelle famiglie e i molti beni fondiari resero possibile una chiesa nuova, al posto di quella più antica, romanica, probabilmente a tre navate. Il progetto fu dell'architetto Gerolamo Quadrio; i lavori cominciarono nel 1665 e alla sua morte, nel 1679, la direzione passò al figlio Giovanni Battista. Una data sul tamburo dice che nel 1680 la costruzione era già a buon punto.
Cosa vedere
La pianta è centrale, ottagonale, fatta di pareti dritte e curve alternate che, con il presbiterio, l'ingresso e i due altari laterali, disegnano una croce. Otto colonne isolate reggono il tiburio cilindrico e la cupola. La facciata in mattoni è rimasta incompiuta: il portale in pietra, di Giovanni Battista Quadrio, è sormontato da una conchiglia da cui partono due ghirlande.
All'interno c'è una grande pala d'altare di Grazio Cossali, del 1596, che viene dalla distrutta chiesa domenicana di San Giovanni in Pedemonte a Como: raffigura la Vergine con il Bambino, san Giacinto, il vescovo di Como Adalberto, due frati domenicani e due offerenti, ed è incorniciata da diciotto episodi della vita di san Giacinto.
La visita
Con le soppressioni napoleoniche il convento finì nel 1798 e diventò caserma; la chiesa rimase chiusa al culto fino al 1839, e buona parte degli arredi andò perduta. L'ex monastero, comprato dal Comune all'inizio del Novecento, fu prima scuola e oggi è la sede del municipio. Orari di apertura della chiesa vanno verificati con la parrocchia o con il Comune.
Il consiglio della redazione
Tre iscrizioni ricordano il trasferimento, nel 1690, delle ossa di Agnese «de Burgundi», la prima priora scelta da Alberto da Prezzate: è a lei che la tradizione attribuisce l'arrivo a Cantù del merletto che porta il nome della città.






